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**Terzo Polo: showdown su gruppi rinviato, Renzi e Calenda sempre più distanti**

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Roma, 18 mag. (Adnkronos) – A sentire gli umori in Transatlantico si tratta solo di aspettare qualche giorno e la separazione, anche nei gruppi parlamentari, di Azione e Iv sarà certificata. I due, Matteo Renzi e Carlo Calenda, sono sempre più distanti. Nelle parole e nei fatti. Non tutti, in Azione e Iv, sono d’accordo a buttare all’aria anche l’ultimo baluardo di raccordo tra i due partiti. “Bisogna andare avanti sulla lista unitaria alle europee. Io l’ho detto a Matteo che non bisogna far saltare i gruppi, ma…”, dice un parlamentare con una certa rassegnazione.

Lo showdown, previsto per sabato con la convocazione del gruppo al Senato della presidente Raffaella Paita, è slittato a lunedì. Tra i veleni. “La riunione di sabato? Io ho comunicato che non portò esserci e i nostri parlamentari emiliani sabato saranno in Emilia Romagna. Se la faranno tra di loro e ci manderanno un comunicato”, dice Calenda provocando la risposta tesa di Paita. “Trovo abbastanza cinico che si citi la questione alluvione come motivazione per rinviare la riunione. Martedì sera quando i nostri cuori e la nostra attenzione erano concentrati sulla Romagna, Calenda su La7 attaccava Renzi in studio con Floris e Bersani. Ma ognuno risponde delle sue scelte”.

Di qui lo slittamento della riunione a lunedì alle 21. La separazione potrebbe avvenire già in quell’occasione. Con l’arrivo di Enrico Borghi dal Pd, Renzi ha i numeri necessari per formare un gruppo a palazzo Madama. Azione è ferma a quota 4 senatori. Non abbastanza per andare in autonomia. A quel punto la destinazione per Calenda e i suoi sarebbe il Misto con Verdi e Sinistra. Solo con nuovi ingressi al Senato, almeno 2, Azione potrebbe formare un gruppo suo.

Oggi diverse fonti parlamentari di palazzo Madama raccontavano di una ‘controffensiva’ in atto da parte di Azione per cercare di irrobustire i numeri al Senato. Si era diffusa la voce di un corteggiamento nei confronti della senatrice Dafne Musolino, eletta con Sud chiama Nord di Cateno De Luca. Voci smentite da Azione: “Prive di fondamento”. E lo stesso De Luca interviene per frenare: “Non siamo tappabuchi”. Altro boatos su Beatrice Lorenzin che sarebbe in procinto di passare dal Pd ad Azione. Voce smentita dalla diretta interessata: “Gossip! Non si commenta o si commenta da solo!”.

Alla Camera (il gruppo è stato convocato per martedì) né Azione né Iv hanno i numeri per formare un gruppo autonomo. Qui i renziani sarebbero pronti a dare del filo da torcere al capogruppo Matteo Richetti, considerato un ‘falco’ di Azione. “Può fare il capogruppo uno che va in televisione ad attaccarci?”. Intanto oggi in tv c’era Renzi che si rivolge così a Calenda: “Si va insieme alle europee, sì o no? Se lui non vuole lo dica. Se pensa che sia un mostro, amici come prima”.

Tra i calendiani c’è il timore che il vero obiettivo di Renzi sia svuotare progressivamente Azione. C’è stato lo ‘scippo’ di Naike Gruppioni alla Camera, passata da Azione e Iv. “Io non sono una borsa, che viene scippata”, rintuzza Gruppioni e smentisce Calenda sul fatto di essersene andata senza avvertirlo: “Sapeva che avrei lasciato”. E poi ci sono i passaggi a Iv di diversi dirigenti locali, a partire dalla segretaria regionale di Azione in Emilia Romagna. Un movimento su cui Il Riformista, nella rubrica ‘Cattivissimo me’, ironizza: “Azione perde pezzi a Modena, Torino, Roma, Firenze, Bergamo. Più che uno scippo, ormai è un esodo”, si legge nel quotidiano diretto dal leader Iv.