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Tabacco, Lorito (Federico II): “La filiera integrata è la chiave per i territori, i giovani e il rilancio dell’agricoltura”

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(Adnkronos) – ”Gli accordi di filiera sono uno strumento fondamentale, che ritengo diventerà sempre più importante in futuro, perché mettono in sicurezza la produzione agricola, danno stabilità alle aziende e forza ai territori”. Lo ha dichiarato Matteo Lorito, rettore dell’Università Federico II di Napoli, intervenendo alla tappa campana del Roadshow Coldiretti–Philip Morris, organizzato per promuovere e rilanciare l’intesa decennale da un miliardo di euro a sostegno della filiera del tabacco italiana.  
Secondo Lorito, il modello di filiera integrata rappresenta una risposta concreta alle sfide del comparto primario: “Mette in sicurezza l’ottenimento del prodotto primario, garantisce reddito agli agricoltori, stabilisce un legame stabile tra chi produce e chi trasforma. E questo – ha spiegato – si traduce in un rafforzamento del sistema agricolo nel suo complesso”. Un altro aspetto cruciale è il presidio del territorio. “I territori interessati da queste produzioni – ha evidenziato il rettore – spesso sono zone interne, fragili, che rischiano di essere travolte dai grandi meccanismi globali. Con gli accordi di filiera, invece, tornano vivi, produttivi, diventano territori di futuro”.  
L’accordo tra Philip Morris Italia e Coldiretti, avviato nel 2011, estende ora l’orizzonte temporale fino al 2034, con investimenti complessivi che potranno arrivare fino a un miliardo di euro. Il progetto coinvolge le principali regioni produttrici di tabacco – Campania, Umbria e Veneto – e mira a garantire continuità e sostenibilità economica, sociale e ambientale all’intera filiera.  
Per Lorito, il valore dell’intesa va oltre l’aspetto produttivo: “Accordi di questo tipo significano futuro assicurato ai nostri giovani. Se accompagnati da innovazione tecnologica e formazione adeguata, diventano strumenti potenti di crescita. È così che si costruisce un percorso virtuoso in grado di restituire all’Italia tutto il valore straordinario della sua agricoltura”.  Un’agricoltura – ha concluso – “che oggi alimenta un agroalimentare d’eccellenza, capace di conquistare i mercati esteri e trainare l’export nazionale. Un settore che non può prescindere da modelli virtuosi e stabili, fondati su qualità, tracciabilità e investimenti sul capitale umano”. —[email protected] (Web Info)

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