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Strage Bologna, cugina Fresu: “Bolognesi invece di difendere Maria toglie il nome da elenco vittime”

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Roma, 7 set. (Adnkronos) – “Dopo il male che ha fatto a Maria io, e non solo io, considero Bolognesi non il Presidente dell’Associazione, ma il ‘Padrone’ della stessa. Infatti, che Presidente è uno che abbandona al proprio destino – deciso da altri – una vittima di quella strage? Espunge il nome di Maria, pur mantenendo quello di sua figlia Angela, che all’epoca dei fatti aveva solo tre anni. Forse quel giorno la piccola Angela si trovava alla stazione di Bologna da sola, senza essere tenuta per mano dalla propria madre? Non è forse compito del Presidente dell’Associazione difendere ognuna delle vittime di quella strage?”. E’ un lungo sfogo quello di Laura Fresu, cugina di Maria, la giovane mamma di 23 anni morta nella strage di Bologna con la figlioletta Angela, di appena 3 anni, e l’amica Verdiana Bivona. All’indomani della cancellazione del nome della cugina dall’elenco delle vittime del 2 agosto 1980 e dalla relativa galleria delle fotografie del sito dell’associazione dei familiari delle persone decedute dell’attentato, Laura Fresu in una lettera aperta pubblicata sui blog di Ugo Tassinari e Paolo Persichetti, L’Alter Ugo e Insorgenze, ripercorre le ultime vicende relative al ‘corpo scomparso’ della cugina e attacca duramente il presidente dell’Associazione, Paolo Bolognesi.

“Nell’ottobre del 2019, durante il processo all’ex Nar Gilberto Cavallini, egli stesso chiese, attraverso i suoi legali, la riesumazione dei resti di Maria, allo scopo di effettuare il test del Dna – ricorda la Fresu – Una volta riesumati i resti ed effettuato il test, si scoprì l’incompatibilità con Maria. Cioè: non era lei”.

“Ci sono due aspetti che mi indignano”, sottolinea la Fresu, il primo riguarda “la ‘comoda’ strumentalizzazione fascista di Maria Fresu”, perché “la tesi del mancato ritrovamento del corpo è stata usata dai legali di Cavallini sia per la difesa del loro assistito che per ‘lavare’ le vesti di Fioravanti, Mambro e Ciavardini” iniziando a ipotizzare che quel lembo facciale appartenesse necessariamente alla donna che trasportava l’esplosivo”. “Il secondo aspetto, che ancora oggi mi addolora assai, è relativo al comportamento di Paolo Bolognesi. Egli è Presidente (forse a vita?) della ‘associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980′”.

“Con quella sua carica, Bolognesi è anche riuscito a fare carriera politica, facendosi eleggere, come indipendente, nelle liste del Partito Democratico – ricorda Laura Fresu -. Era lecito pensare che ci sarebbero state, proprio per questa sua presenza in quell’assise prestigiosa, maggiori possibilità che il Parlamento si occupasse di quella pagina nera della storia della Repubblica. E invece di quella vicenda Paolo Bolognesi non si è occupato. Mai. Si è fatto però eleggere membro della Commissione Moro, presieduta dall’on. Fioroni. Cosa ci facesse lì, Paolo Bolognesi, francamente lo ignoro. Però, in questa sede, pongo il problema. Sia, dunque, Bolognesi stesso a renderci conto pubblicamente dei suoi ‘comportamenti politici’.

Poi la Fresu passa ad esporre alcune “amare considerazioni sui comportamenti assunti da Bolognesi nei confronti di Maria”. “Se Bolognesi ha tolto, nella sua pagina web, il nome e la foto di Maria Fresu dall’elenco delle vittime, non dovrebbe, per coerenza, recarsi alla stazione di Bologna per cancellare, munito di scalpello e martello, il nome di Maria Fresu anche dalle due lapidi, una esterna e l’altra interna alla stazione? Non credo proprio lo farà – incalza la cugina di Maria Fresu – Ci vorrebbe, per una cosa del genere, del coraggio. Ma il coraggio non è prerogativa di chi, su questa vicenda, si comporta alla stregua di don Abbondio”.

Secondo Laura Fresu “Bolognesi, col proprio comportamento, ha dimostrato di essere un cinico uomo di potere. Solo in questo modo, probabilmente, egli può sperare di mantenere la propria posizione, politica certo, nient’affatto umana, di ‘Padrone’ dell’Associazione che dovrebbe soltanto presiedere nell’interesse comune e, possibilmente, non ‘a vita’. Nel nome di Maria Fresu, mia cugina, io sento il dovere di difendere la sua memoria. Lei non è più in grado di farlo da sola. È necessario che Maria torni a essere ‘vittima oggettiva’ – si legge in conclusione – di quella strage. È necessario che il suo nome e la sua foto vengano rimessi al posto dove stavano, da decenni, nel sito web di Paolo Bolognesi. Io questo posso e devo fare: nel suo ricordo, quel ricordo che mi ha portato, mi porta e mi porterà ad andare avanti, nella speranza, che spero un giorno possa diventare certezza, di ottenere per Maria la giustizia e la verità che merita. Per come sono fatta, nel bene e nel male, sappi che mi ritengo sufficientemente coraggiosa nel perseverare. Perché Maria non può né deve essere uccisa due volte: la prima da viva, la seconda da morta. Io non lo consentirò”.

LA REPLICA DI BOLOGNESI – “Non abbiamo mai cancellato nulla, cliccando sulla foto della bambina viene fuori anche il nome della madre. Il sito si sta ristrutturando e adesso, se ci daranno l’autorizzazione i familiari, metteremo anche la foto di Maria Fresu. Il nome c’è, se si clicca sulla foto della bambina viene fuori anche il nome della madre”. Così Paolo Bolognesi risponde all’Adnkronos in merito all’assenza – nell’elenco delle vittime sul sito dell’associazione che presiede – di Maria Fresu. C’è l’immagine della figlioletta Angela, ma solo cliccandoci sopra si può leggere il nome della mamma, della quale – si legge semplicemente – “non si hanno più tracce”.

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