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Storici: addio a Kulka, sopravvissuto di Auschwitz che raccontò storia Olocausto (2)

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(Adnkronos) – Auschwitz è per Kulka la “Metropoli della Morte”, su cui domina implacabile la “Legge della Morte”. Ma è anche il luogo in cui, grazie agli insegnamenti dei malati ricoverati come lui in infermeria, scoprì i capisaldi della cultura occidentale, in cui colse nel cielo primaverile “squarci di bellezza assoluta”, in cui intonò l’Inno alla Gioia a poche centinaia di metri dai forni crematori, insieme al coro dei ragazzi del “campo famiglia”, l’illusoria isola di normalità creata a uso e consumo degli ispettori della Croce rossa.

Ripercorrendo i frammenti del proprio mondo interiore e i luoghi reali in cui un tempo ha vissuto, Kulka fornisce un resoconto straziante e a tratti poetico di cosa significhi essere immersi nell’esperienza dei campi di sterminio, rinchiusi “in un mondo dominato dalla Morte da cui è impensabile uscire, oggi come allora”.

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