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Stati Generali dell’Export, made in Italy e best practices s’incontrano a Ravenna

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Ravenna, 23 set. (Adnkronos) – Due giorni di incontri tra piccole medie imprese e grandi gruppi per scambiarsi idee e suggerimenti oltre che le pratiche più adatte per commerciare con l’estero. In un contesto internazionale in grande cambiamento e minacciato dalla guerra in Ucraina si sono aperti questa mattina al teatro Rasi di Ravenna i lavori degli Stati Generali dell’Export, giunti alla quarta edizione. Venerdì 23 e sabato 24 settembre si susseguiranno 450, ospiti italiani e stranieri. Golden partner dell’evento Bper e Ferrovie dello stato, la prima come banca che ha nel commercio estero un suo core business, tra le prime in Italia al fianco delle aziende che vanno oltre confine, la seconda grande esportatrice di tecnologia dei trasporti presente già in cinque Paesi europei, Francia Spagna, Gran Bretagna, Germania e presto in Grecia.

“In Italia serve un ministero per il commercio estero” è l’appello che dal palco ha lanciato Massimo D’Alema, ex presidente del Consiglio e oggi presidente della fondazione Italianieuropei, per un settore che vale un terzo del Pil italiano, 570 miliardi di euro nell’ultimo anno. “Questo evento è una grande occasione di incontro tra imprenditori – ha commentato D’Alema – i protagonisti di questa grande realtà che è l’esportazione; noi siamo uno dei maggiori paesi esportatori, in pochi paesi al mondo l’export incide in maniera così significativa sulla ricchezza nazionale. Come Italia abbiamo interesse che il mondo riprenda il dialogo e la collaborazione perché noi siamo parte dell’economia mondo, quindi se l’economia mondo si spezza, ne abbiamo un danno, non solo un pericolo, ma un danno per la ricchezza nazionale; in questo 2022 nei primi mesi le esportazioni nazionali hanno retto, retto come volume e hanno visto un incremento come valore e questa è una grande prova di reazione del sistema Italia”.

In apertura è intervenuto Stefano Rossetti, vice direttore vicario di Bper Banca, che con una quota di mercato vicino all’8% per quanto riguarda il commercio con l’estero, è tra le banche più impegnate al fianco delle aziende oltre confine. “Bisogna dire che quest’anno chiuderemo l’anno probabilmente con un dato vicino ai 600 miliardi di fatturato con il commercio estero, un dato del 20% superiore a quello del 2019”, ha spiegato Rossetti che ha aggiunto: “Crediamo che essere vicini agli operatori, aiutarli in un mercato che ha delle difficoltà intrinseche sia uno degli obblighi per una banca di carattere nazionale. Le aziende italiane che fanno export in maniera consistente sono meno di 200 mila e c’è una platea enorme di piccole medie imprese che hanno necessità di qualsiasi genere, anche solo sapere la legislazione del paese verso il quale si affacciano., come si fa una join venture, come si fa un credito acquirente, sono quindi aziende che chiedono alla banca di essere loro vicine”.

Nella prima giornata focus su una delle eccellenze italiane, la filiera agroalimentare; su come esportare il made in Italy e sulla lotta alle agromafie. Ma non solo, spazio anche alla salute con una sessione dedicata, “Health and Pharma”, che si concentrerà sulle sfide dell’industria farmaceutica italiana: un comparto che produce 34 miliardi di farmaci all’anno da esportare e che ha nel mercato estero il 70% delle vendite su un fatturato totale di 12,5 miliardi (dato del 2020). La seconda giornata, in programma domani, sarà incentrata sulle infrastrutture come leva fondamentale per il commercio estero, sui giovani (under 35) che sono i nuovi leader del settore export, e sul lavoro di Ice, l’agenzia che tutela il Made in Italy per le imprese.

“Una delle conseguenze della guerra in Ucraina è stata la perdita di due mercati molto importanti per l’Italia – ha spiegato Carlo Maria Ferro, Presidente di Ice – uno perché giustamente sanzionato, l’altro per l’incapacità di generare domanda in questo momento. Una delle prime azioni successive all’invasione da parte della Russia è stata quella di istituire un fondo speciale per iniziative promozionali che aiutino quelle imprese che erano abituate ad esportare verso questi paesi, per iniziative verso nuovi mercati e per la diversificazione delle esportazioni. In questo momento esportare verso mercati vicini è più facile, ma cogliere quelle opportunità anche verso gli Stati Uniti, che hanno una grande estensione geografica e anche tante potenzialità, o guardare anche verso l’Asia e l’Oriente è molto importante visto che, stando alle previsioni fatte da Prometeia, ci si aspetta da quei paesi una grande accelerazione di richiesta per l’importazione da tutto il mondo.”

“Chi fa impresa in Italia è un uomo coraggioso – ha osservato nel suo intervento Lorenzo Zurino , presidente del Forum Italiano del’Export – e i numeri positivi che ha l’export in questi mesi sono direttamente proporzionali al coraggio degli imprenditori italiani. Tutti i temi di questi Stati Generali hanno un comune denominatore, la capacità di vendere i propri prodotti all’estero. Faremo in modo che da questa due giorni di lavoro esca a gran voce un solo grande obiettivo la riproposizione per il commercio estero formato dai padri costituenti circa settant’anni fa, perché avevano capito l’importanza strategica di questo ministero. Credo che un settore che fa un terzo del Pil se lo meriti”, ha concluso.