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Sostenibilità, Livi: “Non c’è niente di peggio di un quadro di regole che genera incertezza”

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(Adnkronos) – La direttiva Omnibus sulla rendicontazione di sostenibilità voluta dall’Ue che semplifica il contenuto di normative come la CSRD e la CSDD, tra vantaggi e svantaggi; il quadro di incertezza per le aziende europee e lo scenario in Italia. Ne parla in una video intervista Livio Livi, dirigente con vasta esperienza come Amministratore ed Executive nel settore energetico e uno dei fondatori del progetto
SostenibileOggi. Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della CSRD? Vantaggi e svantaggi si troveranno, per ora la situazione è chiara e consolidata: il decreto Omnibus ha modificato in maniera profonda l’ambito e la qualità dei contenuti del report di sostenibilità. La normativa ha ridotto l’ambito di riferimento e anche la qualità dei dati. Questo ha scatenato molti dibattiti, ma la Commissione Ue ha preso atto che la realtà vedeva un contesto economico e istituzionale molto arretrato rispetto ai suoi obiettivi perché molte associazioni di imprese chiedevano un alleggerimento della complessità e degli oneri della rendicontazione e molti Paesi, 17, non avevano ancora recepito la CSRD. In ogni caso le modifiche hanno creato un quadro di incertezza e non c’è niente di peggio nel mondo economico di un quadro incerto perché un quadro legislativo chiaro di riferimento consente alle aziende di pianificare investimenti, sviluppi e prospettive di lungo periodo. Il settore produttivo italiano è composto da PMI, come incide la direttiva? Molte PMI avevano chiesto di rivedere la complessità e gli oneri a carico della rendicontazione, perché sono aziende per cui la rendicontazione sarebbe stata più pesante, perché hanno una struttura meno dedicata a una strumentazione di questo genere. Ma sono sicuro che oltre all’aspetto di reporting su cui è stata trovata una soluzione, la rendicontazione non è un obiettivo, ma è una presa d’atto dello scenario, il problema sarebbe se le aziende non avessero integrato questo scenario di riferimento nei loro piani strategici. Spero che le PMI abbiano capito che per competere a livello internazionale bisogna svilupparsi attraverso un’innovazione che è fatta di efficienza energetica, qualità dell’ambiente di lavoro diverso, innovazione tecnologica più spinta: il report di sostenibilità seguirà naturalmente. 
L'intervista completa su sostenibileoggi.it
 —[email protected] (Web Info)

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