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Siria, una commissione per indagare su violenze. Iran contesta accuse: “Non siamo coinvolti”

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(Adnkronos) – La presidenza siriana ha creato oggi una commissione nazionale indipendente per indagare sulle violenze degli ultimi giorni. Secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani, ong basata a Londra, più di 1.300 persone, fra cui 830 civili alawiti, sono state uccise negli scontri fra le forze di sicurezza siriane e le milizie alawite leali a Bashar al-Assad nella regione di Latakia.  Il testo della risoluzione presidenziale chiarisce che l'obiettivo è quello di chiarire le cause degli eventi accaduti e le circostanze, e di indagare sulle violenze che hanno causato vittime civili. La Commissione avrà anche il compito di identificare i responsabili degli attacchi alle istituzioni pubbliche e ai membri dell'esercito e delle forze di sicurezza. La risoluzione invita inoltre le agenzie governative a collaborare con la commissione, che presenterà il suo rapporto finale alla presidenza entro 30 giorni. È stata emessa anche un'altra risoluzione presidenziale che prevede la formazione di un Comitato superiore per la pace civile: "Sulla base del supremo interesse nazionale e dell'impegno a raggiungere la pace civile tra le componenti del popolo siriano, abbiamo deciso di nominare un comitato composto da tre membri che saranno responsabili della comunicazione diretta con la popolazione della costa siriana, al fine di ascoltarla", ha dichiarato la presidenza chiarendo che fornirà il supporto necessario alla popolazione per garantire la loro protezione, sicurezza e stabilità, oltre a lavorare per rafforzare l'unità nazionale in questa fase delicata.  L'Iran intanto dal canto suo contesta le accuse di essere coinvolte nelle violenze in Siria. "Questa accusa è totalmente ridicola – ha detto Esmail Baghai, portavoce del ministero degli Esteri iraniano – Puntare il dito contro l'Iran e gli amici dell'Iran è un errore ed è totalmente sbagliato". Il ministero degli Esteri iraniano ha inoltre affermato che "nulla giustifica" le violenze contro le minoranze in Siria, compresi gli Alauiti, ai quali appartiene il deposto presidente Bashar al-Assad, alleato di lunga data di Teheran. "Niente giustifica gli attacchi contro alcune comunità alauite, cristiane, druse e altre minoranze, che hanno profondamente scioccato l'opinione pubblica sia nella regione che a livello internazionale", ha affermato Baghaï.  La Cina chiede lo stop immediato delle ostilità nella Siria del dopo-Assad. "Forte preoccupazione per la situazione" e per "il gran numero di vittime provocate dagli scontri armati" nel Paese arabo è stata espressa dalla portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Mao Ning. La Cina, ha affermato Mao nelle dichiarazioni rilanciate dal Global Times, chiede "a tutte le parti interessate di cessare immediatamente gli scontri armati e le azioni ostili, di garantire la sicurezza dei civili, rispettare i principi di inclusività e trovare tramite il dialogo un piano di ricostruzione che sia in linea con la volontà dei siriani" —internazionale/[email protected] (Web Info)

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