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Sinner, dalla positività all’accordo con la Wada: le tappe del caso Clostebol

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(Adnkronos) – Jannik Sinner è stato squalificato per il caso Clostebol. Il tennista azzurro ha trovato un accordo con la Wada per un'inibizione dai campi di tre mesi, precedendo così l'attesa sentenza del Tas di Losanna che si sarebbe pronunciato, in maniera definitiva, nel prossimo aprile. Dalla positività dello scorso marzo all'accordo di oggi: le tappe del caso doping che ha riguardato Jannik Sinner.  Jannik Sinner era risultato positivo, a marzo scorso, a causa di una contaminazione da Clostebol, ma era stato poi scagionato da un processo condotto dall'Itia (International Tennis Integrity Agency). La Wada, ovvero l'Agenzia mondiale antidoping, ha fatto però ricorso al Tas, chiedendo da uno a due anni di squalifica. La loro intenzione era quella di dimostrare non l'uso intenzionale del cicatrizzante incriminato, bensì stabilire una responsabilità parziale di Sinner, che secondo la Wada sarebbe colpevole del comportamento negligente e non corretto del proprio staff, in particolare dell'ex preparatore Ferrara e soprattutto dell'ex fisioterapista Naldi, entrambi allontanati in seguito allo scoppio del caso. Il nuovo processo che sarebbe dovuto andare in scena a Losanna non avrebbe sconfessato necessariamente la sentenza di primo grado, ma riesaminato da capo tutte le prove presentate. Jannik avrebbe dovuto quindi dimostrare, ancora una volta, di non essere stato negligente o gravemente negligente. Nel caso in cui fosse riuscito a dimostrare la sua innocenza non ci sarà sanzione, proprio come stabilito in primo grado, mentre in caso di condanna la sanzione sarebbe andata da un minimo di 12 mesi di squalifica a un massimo di 24. Prima però è arrivato l'accordo con la Wada. —[email protected] (Web Info)

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