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**Scuola: rettore collegio Rotondi (Varese), ‘bando pon discrimina paritarie in criteri selezione’**

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Roma, 10 mag. (Adnkronos) – Nel bando Pon per la ‘Realizzazione di percorsi educativi volti al potenziamento delle competenze e per l’aggregazione e la socializzazione delle studentesse e degli studenti nell’emergenza covid-19’ che stanzia 320 mln di euro, parte del 510 mln del Piano estate “si ravvede una discriminazione verso le paritarie sui criteri di selezione ed ammissibilità dei progetti”. Ne parla con l’Adnkronos Don Andrea Cattaneo, rettore dell’antico Collegio Rotondi a Varese che spiega: “Il sistema di graduatoria su 100 punti è la prima discriminante che danneggia le paritarie rispetto alle statali, al di là della contestualizzazione territoriale, e le fa partire con punteggio rasente allo zero. Scuole come le nostre – avvisa – neanche si mettono a stendere un progetto da presentare”.

Il Rettore, bando alla mano, elenca i punti critici: “Sulla base degli Invalsi viene valutato il livello di disagio degli apprendimenti, che da’ 30 punti. Ma la media Invalsi delle paritarie è più alta rispetto alle statali; viene poi contemplato all’anagrafe degli studenti il tasso di abbandono scolastico, che fornisce 25 punti ma che è irrisorio per le paritarie”. A questi numeri si aggiunge il tasso di deprivazione territoriale, che fornisce 20 punti e “l’enorme incongruenza: attraverso gli Invalsi viene rilevato lo status culturale ed economico delle famiglie, calcolato in altri 25 punti. Ma il figlio di due laureati – riscontra Don Andrea Cattaneo – non è necessariamente meno bisognoso di quello di due operai”. “Se a questi quattro criteri aggiungiamo che il 70% dei contributi è dedicato al sud ed il 30% al nord indipendentemente dai momenti di difficoltà che possono esserci stati per la pandemi, scuole come le nostre neanche si mettono a stendere un progetto da presentare”.

“Stiamo gestendo l’emergenza senza lungimiranza – conclude – Abbiamo sperperato buttando risorse in banchi, adesso si cerca di recuperare una didattica che non serve a niente. Perché non investire in infrastrutture e device per l’anno prossimo? Se saremo ancora in dad cosa succederà? Che gli studenti del sud perderanno un terzo anno scolastico”.

(di Roberta Lanzara)

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