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Scrittori: Piero Chiara inedito, un’auto recensione del suo romanzo ‘Il balordo’

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Roma, 24 mar. – (Adnkronos) – E’ tornato alla luce, dopo 48 anni, un’inedita conversazione di Piero Chiara (1913-1986), una sorta di auto recensione del proprio romanzo “Il balordo” (Mondadori, 1967) da parte dello scrittore di Luino. Il testo viene pubblicato per la prima volta sulle pagine della nuova rivista online www.tortugamagazine.com commentato da Mauro Novelli, studioso dell’autore dei romanzi “Il cappotto di Astrakan” e “La stanza del vescovo”. Si parla del “Balordo” come del “più frainteso tra i romanzi di Chiara”, riletto alla luce di numerose influenze letterarie e di molteplici autori tra cui Giacomo Casanova e Aldo Palazzeschi.

Il 12 aprile 1973 si tenne alla Biblioteca cantonale di Lugano una serata per presentare al pubblico la nuova edizione de “La Svizzera italiana” di Stefano Franscini, un’opera pubblicata tra il 1837 e il 1840 da una delle figure di spicco della politica e della cultura elvetiche del XIX secolo, tra le altre cose, molto legato a Carlo Cattaneo. A distanza di molti anni dalla pubblicazione, la Banca della Svizzera Italiana, che festeggiava in quel 1973 il suo secolo di esistenza, aveva deciso di commissionare una nuova edizione commentata, affidando il lavoro allo storico Giuseppe Martinola e a Piero Chiara.

Lo scrittore intervenne in quella lontana serata alla Biblioteca cantonale per rendere omaggio a un uomo – Franscini – che fu – così si espresse – “esempio di disciplina morale e fedeltà al proprio compito”. Moltissima la folla accorsa alla cerimonia, molte le mani strette da Chiara, gli applausi, gli incontri. In tutta quella messe di personalità che attorniavano Chiara, era difficile trovare uno spazio, ma due ragazze del liceo di Lugano – che aveva sede proprio davanti alla Biblioteca – attesero con pazienza che il flusso si calmasse e osarono avvicinarlo per porgli alcune domande sul “Balordo”, un suo libro su cui si erano soffermate. Erano Giorgia Antognini e Alessandra Gruber che raccolsero le sue parole con un piccolo registratore. Da quella semplice chiacchierata, nacque il testo inedito che Gruber ha affidato alla nuova rivista online.

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