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Scrittori: è morto Dogan Akhanli, nel 2017 fu arrestato su ordine del governo turco

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Berlino, 31 ott. – (Adnkronos) – Lo scrittore turco-tedesco Dogan Akhanli, fuggito dalla Turchia nel 1991 dopo essere stato in prigione a causa delle sue attività di opposizione al governo e per aver diretto un giornale di sinistra, è morto oggi a Berlino all’età di 64 anni “dopo una breve e grave malattia”. L’annuncio della scomparsa è stato dato da un portavoce del Pen Club tedesco. Akhanli ha vissuto a lungo a Colonia, dove sarà sepolto, e più recentemente a Berlino. “Piango la perdita di un grande scrittore, di un compagno, di un combattente per i diritti umani, la pace”, ha detto il presidente del Pen Club tedesco, il giornalista e scrittore Deniz Yücel.

Nato in Turchia nel 1957, Akhanli dal 1992 viveva in Germania, dove si era trasferito per sfuggire alle persecuzioni subite in patria. Era stato arrestato diverse volte in Turchia per la sua militanza in gruppi di estrema sinistra (aveva militato anche in un gruppo maoista) e aveva scontato due anni e mezzo nella prigione militare di Istanbul dal 1985. Nell’estate del 2017 era stato arrestato durante una vacanza in Spagna perché lo stato turco aveva emesso un mandato d’arresto internazionale nei suoi confronti. Il caso inasprì i rapporti tra il governo di Berlino e Ankara e dopo due mesi di libertà condizionata Akhanli potè tornare in Germania. Era cittadino tedesco dal 2001.

Nei suoi libri Akhanli ha trattato intensamente i traumi del XX secolo, la persecuzione degli ebrei e, più volte, il genocidio armeno. Tra le sue opere principali la trilogia di romanzi “Kayıp Denizler” (“I mari scomparsi”), che ha scritto alla fine degli anni ’90. Nei suoi primi due romanzi, “Denizi Beklerken” (“Aspettando il mare”) e “Gelincik Tarlası” (“Il campo di papaveri”), ha raccontato gli eventi politici in Turchia negli anni ’70 e ’80. Nel 2018 era stato insignito del Premio europeo per la tolleranza, per la democrazia e i diritti umani. Nel 2019 ha ricevuto la medaglia Goethe del Goethe-Institut.

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