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Scrittori: Baudelaire alla madre, ‘Ho bisogno di soldi, ho tante spese’

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Parigi, 10 mar. – (Adnkronos) – Va all’asta una lettera autografa del poeta francese Charles Baudelaire (1821-1867) alla madre, dove, evocando la sua precaria situazione finanziaria (“Ho bisogno di soldi, ho tante spese”), fornisce alcune indicazioni sul suo stato d’animo preoccupato in un periodo in cui era interamente dedicato alla traduzione dei testi dello scrittore statunitense Edgar Allan Poe. La missiva di quattro pagine datata 31 ottobre 1853 e indirizzata a “Madame Aupick” è stimata tra 5.000 e 7. 000 euro: sarà messa in vendita giovedì 18 marzo dalla casa d’aste Aguttes a Neuilly-sur-seine, vicino a Parigi, per celebrare anche così il duecentesimo anniversario della nascita di Baudelaire.

“Stavo ancora aspettando, mia cara madre, che mi scrivessi un biglietto…”, esordisce il ‘poeta maledetto’ afflitto dalle preoccupazioni per i soldi, che poi fa un elenco delle sue spese: 40 franchi per l’affitto, 60 franchi “per la questione dell’abbigliamento” e “100 franchi che mi permettono di stare rinchiuso tutto il mese di novembre, se mi piace, e di non sprecare giorno dopo giorno tutta la mia paga. Avrò ancora bisogno del tuo aiuto a dicembre? Io non credo ciò. Ho intenzione di assicurarmi che non lo sia”.

Alla madre l’autore della raccolta “I fiori del male” assicurava che il suo “sfortunato libro” (la raccolta di traduzioni di Poe) sarebbe finito “in otto giorni! – a condizione di restare assolutamente rinchiusi”. Con la madre Baudelaire insiste per cercare di ottenere da lei 100 franchi che gli permetterebbero di restare a casa, senza” il bisogno di correre incessantemente a prendere in prestito il denaro”. Così “potrò forse non solo finire il mio libro prima della metà del mese, ma anche riconciliarmi pienamente con l’editore, e ricominciare da capo l’esecuzione dei progetti che avrei dovuto portare a termine un anno fa – scriveva sempre Baudelaire – Nota che non voglio assolutamente uscire, altrimenti non finirei mai: il ristorante mi fa perdere tre o quattro ore al giorno”. Il suo portiere o una donna delle pulizie andrà a comprare le sue provviste: “Conoscerò quindi una volta nella mia vita il risultato di una reclusione assoluta per un mese”.

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