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Scalfari: Zanda, ‘trovava sempre punto equilibrio, riflettiamo in momento molto delicato’

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Roma, 14 lug. (Adnkronos) – “La scomparsa di Eugenio Scalfari porta molti spunti di riflessione nella situazione di estrema delicatezza che stiamo vivendo, perché Scalfari è stato uno straordinario giornalista, un uomo ironico, un uomo colto, ma ha avuto anche una grande passione politica”. Lo ha affermato il senatore del Pd Luigi Zanda, intervenendo in Aula.

“Ha diretto l”Espresso’ e ha fondato ‘La Repubblica’, un quotidiano molto diverso da tutti gli altri e ne ha fatto un giornale molto autorevole, con un successo di diffusione mai visto prima in così poco tempo. Ha collocato i suoi giornali subito nel campo del centrosinistra, senza farne però mai giornali di partito, anzi spesso ospitando pareri diversi dal suo. Per cultura politica -ha ricordato l’esponente Dem- era un socialista liberale ed è stato anche deputato del Psi per una legislatura. La sua cifra politica era di laico indipendente di sinistra, non fu mai né comunista né democristiano, partiti che non gli appartenevano, ma che rispettava e per questo aveva forti legami di amicizia con molti loro dirigenti”.

“Cercava sempre un punto di equilibrio tra il rigore professionale e la passione politica, punto di equilibrio che anche oggi noi dovremmo sforzarci di trovare”.

“Si è sempre assunto la responsabilità di quel che scriveva -ha detto ancora il senatore del Pd- e non ha mai nascosto da che parte stava. Con Scalfari l’informazione italiana è cresciuta ed è maturata, ha formato intere generazioni di giornalisti, ha insegnato un nuovo modo di fare i giornali, più attenti alle notizie, più profondi nelle analisi, più incisivi nelle inchieste, più spigliati ed anche più combattivi politicamente”.

“Non era credente ma si interrogava sull’ origine dell’uomo e chi ha seguito la sua amicizia con Papa Francesco, le loro conversazioni, ha intuito la ricchezza della sua spiritualità laica. Adesso che è scomparso è di conforto per tutti noi ricordare che ha amato molto la vita che ha avuto, con i suoi libri, con i suoi colleghi, con i suoi amici e con le sue mogli Simonetta e Serena”.

“Con lui -ha concluso Zanda- non è morta solo una persona speciale, ma è finito un pezzo importante della storia del nostro Paese. Amava molto i giovani e i giovani l’amavano per la sua voglia di lottare per il suo Paese. Il suo lascito va alle giovani generazioni, che sappiano prendere sulle spalle il destino di un’Italia sempre più integrata nell’Europa”.