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Sardine: Santori, ‘in due anni risvegliato politica, ora c’è da organizzare futuro’

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Roma, 15 nov. (Adnkronos) – Sono passati due anni dal primo flash mob a piazza Maggiore a Bologna che fece esplodere il fenomeno delle Sardine. E Mattia Santori, uno dei fondatori del movimento e neo eletto con il Pd al comune di Bologna, a due anni da quella piazza strabordante una sera di novembre, traccia un bilancio parlando con l’Adnkronos. Un bilancio “positivo”, spiega Santori, da cui guardare al futuro: il prossimo week end a Marzabotto ci sarà l’assemblea nazionale delle Sardine proprio per discutere del futuro. Con il centrosinistra ovviamente ma con qualche domanda da rivolgere al Pd di Enrico Letta:” Bisogna capire se le Agorà sono la sala d’attesa per entrare nel Pd o se invece sono una nuova casa da costruire tutti insieme”.

Santori che bilancio per questi primi due anni di vita delle Sardine? “Un bilancio positivo perché le Sardine volevano essere un momento di risveglio e lo sono state. Volevano essere un vivaio politico e lo sono state: quello che è successo, anche al di fuori dei riflettori, è che tante persone si sono avvicinate alla politica in maniera concerta e le ultime elezioni ne sono stata una dimostrazione. E poi il terzo punto è l’aggregazione: lavorare come cerniera tra tante realtà che ci sono. Non solo con le Agorà ma giorno per giorno. Abbiamo collaborato con oltre 120 organizzazioni locali e nazionali, con i referendum, l’assemblea poer il clima, meeting e riunioni antifasciste”.

Le Sardine partecipano alle Agorà? “Noi abbiamo partecipato ad alcune Agorà. Io ho fatto una pre Agorà a Bologna e quella sulla cannabis. Ma va chiarito un punto”. Quale? “Se sono l’anticamera del Pd non funzioneranno. Bisogna capire se le Agorà sono la sala d’attesa per entrare nel Pd o se invece sono una nuova casa da costruire tutti insieme. Manca un punto fondamentale perché non si capisce quanto il Pd sia disposto a mettersi in discussione. Per questo tante realtà che sono fuori, come le Sardine, sono un titubanti ad entrare: significa appiattirsi su un sistema che già c’è o organizzarne uno nuovo?”.

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