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Sanremo, da “Wojtilaccio” all’ingresso a cavallo: tutte le volte di Benigni al Festival

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(Adnkronos) – Ha apostrofato Papa Wojtyla come "Wojtylaccio" e ha baciato la sua valletta per 40 secondi; ha fatto il giullare con Pippo Baudo e ha preso di mira Silvio Berlusconi. E' entrato sotto la gonna di Manuela Arcuri e ha fatto l'ingresso a cavallo al Teatro Ariston. Ha declamato Dante, la Bibbia e la Costituzione (alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella). Le sei apparizioni di Roberto Benigni al Festival di Sanremo sono state uno show nello show, registrando ogni volta i picchi dello share e delle polemiche.  
La prima volta di Benigni al Festival è stato nel 1980 da conduttore insieme all'attrice Olimpia Carlisi (all'epoca sua compagna). Reduce dal successo della trasmissione 'L'altra domenica' di Renzo Arbore su Rai 2, Robertaccio si presentò in smoking e sul palco del Teatro Ariston si concesse un lunghissimo, appassionato bacio con la Carlisi. Ma quella fu soprattutto l'edizione del "Wojtilaccio" con cui si rivolse a Papa Giovanni Paolo II: una famigerata definizione che suscitò infinite polemiche e dibattiti in Parlamento, con il comico che subì un processo in Vaticano per vilipendio di un capo di Stato straniero, per il quale fu condannato a un milione di lire di multa e un anno di reclusione con sospensione condizionale della pena. Dopo una lunga assenza, Roberto Benigni tornò a Sanremo nel 2002 e conquistò il pubblico con un monologo in cui rileggeva in chiave politica il Giudizio Universale. Già l'annuncio della sua presenza aveva scatenato polemiche: Giuliano Ferrara, allora direttore del quotidiano "Il Foglio", aveva annunciato che sarebbe andato al Festiva e gli avrebbe lanciato uova sul palco. Non lo fece… Arrivato sul palco, per prima cosa l'attore, reduce dal trionfo agli Oscar per il film "La vita è bella", andò sotto la gonna di Manuela Arcuri e poi strizzò le parti intime di Pippo Baudo, una gag che in precedenza il comico aveva già regalato ai telespettatori in occasione dello show del sabato sera "Fantastico". 
Nel 2009 nell'edizione condotta da Paolo Bonolis, Benigni, dopo aver sceso la scalinata con le spalle rivolto al pubblico a 'gattoni', ne ebbe per tutti: contro Silvio Berlusconi a capo del governo, Iva Zanicchi e Walter Veltroni. E a favore dei diritti degli omosessuali. 
Nel 2011 Benigni entrò all'Ariston a cavallo e con la bandiera tricolore sventolante per festeggiare i 150 anni dell'Unità d'Italia: spiegò, facendone l'esegesi, l'Inno di Mameli. Nel 2020, dopo una gag simil baudesca con Amadeus, Benigni recitò 'Il Cantico dei Cantici' (e anche Oscar Wilde) per 40 minuti. E le polemiche quella volta riguardarono anche il cachet. 
Nel 2023 Sanremo ha visto l'esibizione più 'seria' di Benigni con un monologo sulla Costituzione, alla presenza straordinaria dl presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. L'attore scherzò su Amadeus e poi rese omaggio al Presidente e ricordò: "Tra i padri costituenti c'era Bernardo Mattarella, padre del Presidente, lei e la Costituzione avete avuto lo stesso padre, la Costituzione è sua sorella". "Lei – disse anche Benigni rivolto a Mattarella – è al secondo mandato, Amadeus è al quarto e ha già prenotato il quinto, è costituzionale? Presidente bisogna fermarlo. Bisogna fermarlo, è dittatura". (di Paolo Martini) —[email protected] (Web Info)

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