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Salone Csr, l’Italia post covid riparte nel segno della sostenibilità

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Milano, 29 set. – (Adnkronos) – L’Italia post covid riparte con la sostenibilità. Ne sono convinte le aziende intervistate dall’Adnkronos in occasione de ‘Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale’, quest’anno trasmesso in streaming dall’Università Bocconi di Milano. Un’edizione, questa del 2020, da record con la partecipazione di 206 organizzazioni a testimoniare come il tema della sostenibilità sia prioritario per la ripresa economica e sociale del paese.

“Per anni abbiamo parlato di attenzione all’ambiente senza renderci conto che quelli che erano più rischio eravamo proprio noi. Il covid ha dimostrato quanto l’attenzione all’ambiente sia fondamentale anche per una buona vita delle persone. Mi auguri dunque che la ripartenza avvenga proprio sotto il segno della sostenibilità” afferma Rossella Sobrero, gruppo promotore del Salone.

Le aziende protagoniste dello sviluppo sostenibile.

La sostenibilità, spiega Alfio Fontana, responsabile Csr Carrefour Italia, “oltre ad essere un’opportunità è diventata una necessità. Abbiamo capito che se non procediamo verso azioni di sviluppo sostenibile non si va da nessuna parte. Il Covid ci ha insegnato quanto dobbiamo essere concreti e quale sia il grado di urgenza per intervenire. Non bisogna inventarsi nulla; i 17 obiettivi individuati dalle Nazioni Unite sono già piani di azione concreti e a noi spetta solo capire quanto investire e in quanto tempo”.

Il Covid, aggiunge Luciano Pirovano, global Sustainable development director Bolton Food, “ha confermato quanto sia urgente lavorare sulle tematiche ambientali e sociali. Il Covid ci ha fatto capire quanto siamo fragili, quanto siamo tutti interdipendenti e interconnessi, e quanto sia urgente affrontare le tematiche ambientali. Questo shock che tutti stiamo vivendo ci ha fatto capire quanto è importante lavorare sulla sostenibilità”.

“Anche prima del covid la sostenibilità era un asset fondamentale per tutte le aziende; oggi abbiamo un dovere in più e abbiamo soprattutto il dovere di accelerare i tempi perché questa pandemia ci sta facendo capire che il tempo sta scarseggiando” afferma Antonella Zaghini, responsabile comunicazione istituzionale di Guna.

Di certo, spiega Marco Amato, Corporate communication projects manager di Lavazza, “il covid ha accresciuto la consapevolezza della fragilità del nostro sistema economico e sociale; ha accresciuto la consapevolezza della responsabilità che ciascuno di noi deve mettere in scena per fare in modo che queste situazioni siano controllate e gestite; di conseguenza anche le aziende che sono le prime a coinvolgere comunità di persone ogni giorno nel lavoro e nel prodotto devono prendere consapevolezza e agire di conseguenza. A mio avviso è stata una grande occasione di riflessione che, con tutto il negativo che ha portato, porterà sicuramente delle prese di coscienza positive per il futuro”.

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