Russia: Navalny, ‘paura e odio di Putin motivazioni caso contro di me’
Mosca, 2 feb. (Adnkronos) – Sono “l’odio e la paura dell’uomo nel bunker” a motivare il caso aperto contro di lui e la sua detenzione, ha affermato Aleksei Navalny nel suo intervento al tribunale della città di Mosca in cui questa mattina è iniziato il processo a suo carico per presunte multiple violazioni dei termini della libertà vigilata a cui era sottoposto fino al 30 dicembre dello scorso anno. “L’ho offeso sopravvivendo dopo che hanno provato a uccidermi su suo ordine”, ha aggiunto, parlando dell'”elefante nella stanza”, senza citare direttamente Vladimir Putin, come il Presidente fa con lui.
“Per quanto possa cercare di farsi passare per un mago della geopolitica, a causa del suo risentimento nei miei confronti, passerà alla storia come un avvelenatore. Vladimir, l’avvelenatore di mutande. Ci sono 20 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà, decine di milioni vivono senza alcuna prospettiva per il loro futuro. La vita a Mosca funziona, più o meno, ma se ti sposti di cento chilometri è pieno di povertà. L’intero paese vive in queste condizioni e il governo cerca di azzittire tutti con questi processi spettacolo”.
“L’obiettivo di questa udienza è quello di impaurire un grande numero di persone. Imprigionarne uno per impaurirne milioni”, ha aggiunto, esprimendo il suo “orgoglio” per la moglie Yulia, accusata di “aver gravemente violato l’ordine pubblico”.

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