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Russia, è crisi carburanti dopo raid Ucraina a raffinerie: isole Kurili senza benzina

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(Adnkronos) – Crisi carburanti in Russia. Le isole Kurili nell'estremo oriente russo sono rimaste a secco di benzina, denunciano le autorità locali, in seguito agli attacchi dell'Ucraina contro le raffinerie. "La vendita al pubblico di AI-92 (uno dei due tipi di benzina più venduti in Russia, ndr) è stata sospesa provvisoriamente. L'intero rifornimento è necessario per i mezzi speciali", ha spiegato il presidente del distretto delle Kurili (che rientra nella regione di Shakhalin), Konstantin Istomin, cinque giorni dopo che anche nel suo distretto era stato imposto un limite all'acquisto di carburante per ogni acquirente. In realtà la scarsità di carburante viene segnalata in tutto il Paese. Problemi di rifornimento e restrizioni alla vendita sono stati imposti anche nella regione di Primorye, dove nei giorni scorsi si erano formate lunghe file davanti ai distributori. Restrizioni sono state introdotte anche in Crimea e nella territorio di Zabaikalsky. I prezzi della benzina in tutto il Paese sono aumentati a livelli record.  Il Cremlino ha imposto il bando alle esportazioni per tutto il mese di agosto e lo ha poi esteso a tutto il mese di settembre. Il vicepremier Aleksandr Novak ieri ha convocato i vertici delle principali aziende petrolifere per discutere della crisi e delle misure necessarie per porvi rimedio.  Il benzinaio con le armi atomiche – la definizione che il senatore americano John McCain aveva dato della Russia – è rimasto senza benzina dopo che almeno dieci raffinerie e terminal per il carburante sono stati colpite nelle ultime settimane in diverse regioni del Paese (Samara, Ryazan, Volgograd, Oryol, Leningrado), un settore già messo a dura prova dalle sanzioni occidentali e dalla conseguente difficoltà a reperire equipaggiamenti. Ad acuire la crisi, l'aumento del consumo di benzina, con un maggiore traffico su gomma, a causa dei raid contro le ferrovie e gli aeroporti in coincidenza con gli spostamenti per le vacanze estive. Secondo le fonti militari di Kiev citate da Militarnyi, i raid hanno messo fuori uso 17 unità per il trattamento del petrolio, abbassando del 13-14% la capacità di raffinamento complessiva in Russia. Sono state pesantemente danneggiate le raffineria di Rosneft di Ryazan, della Lukoil a Volgograd, e terminal vicino a San Pietroburgo. Secondo analisti americani citati dal Wall Street Journal, sono fuori uso per almeno quattro sei settimane sei delle principali raffinerie del Paese. E' dal 2023 che le forze di Kiev puntano alle raffinerie in Russia, ma di recente gli attacchi si sono fatti più precisi, con proiettili più pesanti con i nuovi missili da crociera 'made in Ukraine' Flamingo, e un immediato nuovo raid dopo le riparazioni del sito. "Il nostro obiettivo è quello di ridurre la capacità russa a finanziare e alimentare la guerra. Ogni raffineria in meno che funziona, significano meno risorse per il fronte", ha spiegato una fonte militare di Kiev riportata da United Media 24. Il costo della benzina in Russia è aumentato del 45% dall'inizio dell'anno, pur a fronte di un calo significativo del costo del petrolio. I trader di combustibile in Russia, che usualmente immagazzinano benzina a costi ridotti l'invrno per rivenderla l'estate, non lo hanno fatto quest'anno a causa dell'elevato costo del denaro. Le riserve sono insufficienti e la benzina è razionata. Se non sparita del tutto, come alle Kurili. Intanto Kiev accusa la Russia per nuovi attacchi con droni contro il territorio ucraino. Le sirene dell'allarme antiaereo hanno continuato a suonare fino a stamani in alcune regioni dell'Ucraina. In quella nordorientale di Sumy le autorità hanno denunciato che tre persone sono rimaste lievemente ferite. L'Aeronautica militare ucraina ha segnalato che sono stati intercettati 47 droni su 59 fatti partire dalla Russia. La Russia dal canto suo afferma di aver intercettato e abbattuto nella notte 43 droni fatti partire dall'Ucraina. E' quanto riferiscono i media russi sulla base delle informazioni diffuse dal ministero della Difesa di Mosca, mentre prosegue il conflitto innescato dall'invasione russa su vasta scala dell'Ucraina, avviata il 24 febbraio di tre anni fa.  —internazionale/[email protected] (Web Info)

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