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Roma, il videogioco a scuola apre al futuro. La studentessa: “Da grande vorrei fare la programmatrice”

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(Adnkronos) – Il videogioco entra a scuola e si trasforma ‘magicamente’ in un’opportunità di lavoro. “Il corso mi ha cambiato la vita, mi ha indicato una strada per il futuro” dice all’Adnkronos la sedicenne Angela Fontana con un entusiasmo contagioso nel raccontare la sua esperienza all’IIS Federico Caffè di Roma. Sui banchi di scuola gli studenti hanno lavorato con il motore grafico Unreal Engine, sviluppato da Epic Games, la multinazionale produttrice del videogioco Fortnite. “‘Da grande’ voglio fare la programmatrice, per questo mi iscriverò a Ingegneria Informatica” rivela Angela senza mostrare alcun dubbio.

Tanti i corti, presentati da questi ragazzi, dalla metafora della vita sulle montagne russe di Angela a quello con il dialogo tra la volpe viva e quella fantasma, una sorta di j’accuse contro l’uomo che sta danneggiando la natura. “Anche gli animali hanno sentimenti, hanno una famiglia, come tutti noi. Il mio corto vuole mettere l’accento proprio su questo e far riflettere. Il corso? E’ stata un’esperienza stupenda, lo rifarei” dice all’Adnkronos il diciottenne Yari Sgarra, che quasi si scusa perché è bravo. “Non tutti hanno potuto frequentare questo corso, solo chi sapeva bene l’inglese. Serviva una certificazione B1 e, sinceramente, mi è dispiaciuto per chi non ha potuto parteciparvi”.

A portare per la prima volta la tecnologia real-time nella scuola è stato il progetto ‘Unreal Engine for School’. Un’iniziativa, voluta da Prometeo Lab in collaborazione con Epic Games, Università Roma Tre, ACS, Giffoni Innovation Hub e finanziata dal Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso da Ministero della Cultura e Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Per la prima volta in Italia 44 computer di ultima generazione sono stati virtualizzati e resi accessibili via internet per essere usati a distanza da un Istituto superiore e dalle case degli studenti. “Per il corto ho avuto una sorta di blocco dello scrittore” dice all’Adnkronos il diciottenne Marco Luigi Maccione. “Per fortuna c’era mio padre Fabio che mi ha dato l’idea. Ho creato un personaggio che cammina nel bosco e alla fine si rivela un alieno, portato via dalla sua astronave”. “Ho scoperto i videogiochi da un altro punto di vista, da quello del creatore e vorrei farne un lavoro in futuro. Trovo che sia un modo originale di raccontare le storie, più bello di quello del cinema”.

Accanto alla didattica scolastica, laboratori con istruttori certificati ‘Epic Games’ della società italiana Prometeo Lab e docenti del ‘Centro Produzione Audiovisivi’ di Roma Tre hanno sostenuto gli studenti nella produzione di cortometraggi di animazione. Le storie di vita reale e immaginaria sono state proiettate al cinema Adriano di Roma. Una giuria mista di tecnici e studenti, 40 ragazzi dell’Istituto comprensivo di piazza Forlanini a Roma, ha scelto per il primo posto Antonio Silva, Federico Tirelli secondo, mentre Yari Sgarra si è piazzato al terzo e Marco Luigi Maccione al quinto.

“E’ stato un progetto che ci ha dato molte soddisfazioni, non ultima la passione degli studenti, tanto che alcuni hanno deciso di far diventare la computer grafica il loro futuro lavoro” dice il Direttore scientifico del progetto, Emanuele Salvucci, primo ‘Unreal Authorized Instructor’ in Italia, conosciuto anche per aver contribuito allo sviluppo degli strumenti di Virtual Production per il nuovo prequel del film ‘The Lion King’ di Disney, in produzione.

Chi viene introdotto a queste tecnologie in real-time può infatti aspirare a lavorare in tanti settori, la richiesta di figure specializzate è molto alta. “Il progetto è l’esempio di come la scuola può sostenere i ragazzi nella scelta di lavori competitivi, non è stato per loro un percorso facile, ma hanno scelto di accettare la sfida: c’era tanta matematica e inglese, ma ce l’hanno fatta e si sono anche divertiti tantissimo – dice all’Adnkronos la professoressa Emanuela De Marco, coordinatrice del progetto per l’IIS Federico Caffè e responsabile del servizio di ‘job placement’ che ha permesso a molti ragazzi di entrare da subito nel mondo del lavoro –. Quello che conta nella vita, oltre allo studio, è proprio questo: mettersi in gioco e i risultati arriveranno”.