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Riccardo Sciutto: “In Sergio Rossi puntiamo a chiudere l’anno a 32 milioni”

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Milano, 25 feb. (Adnkronos) – Sergio Rossi mette il turbo sul 2022. Lo storico brand di calzature di San Mauro Pascoli, acquistato nel giugno scorso dal gruppo cinese Fosun (già proprietario di Lanvin e Wolford) ha le idee chiare per il futuro e punta a raddoppiare i numeri dell’anno scorso, archiviato con un fatturato di 16 milioni di euro. “È stato un 2021 molto bello, sfidante – dice all’AdnKronos l’amministratore delegato Riccardo Sciutto, a Milano per presentare la fall-winter 2022/2023 del marchio -. C’è stato un cambio di proprietà, nuovi shareholders e soci e abbiamo registrato crescite fortissime sull’Asia e sull’e-commerce”.

Sono questi, assicura il ceo, “i driver dell’oggi, insieme alla fabbrica di San Mauro Pascoli, che è un gioiello e che produce oltre mille paia di scarpe fatte a mano ogni giorno, anche per altri marchi. Ed che racchiude la nostra duplice anima: da un lato la capacità di innovare facendo pezzi d’arte e dall’altro di guardare al futuro”. In azienda dal 2016, Sciutto è soddisfatto dei passi da gigante che sta facendo con il marchio, che in tre mesi ha aperto 4 nuovi store e ne inaugurerà altri 8 nella sola Cina, entro la fine dell’anno. “Ieri abbiamo aperto un pop up store bellissimo a Milano, in corso Matteotti – sottolinea Sciutto – che ogni 2 mesi presenterà qualcosa di nuovo mentre aprire a giugno inaugureremo un free stand in via Spiga. Ripartiamo da Milano”.

Per Sergio Rossi non c’è solo l’Italia tra i mercati più performanti ma il brand registra crescite significative in Giappone – dove è tra i marchi più forti per la calzatura – in Cina, Francia e Russia. Su quest’ultimo mercato, dopo l’inizio della guerra, l’attenzione è forte. “La Russia è per noi un mercato importante, nel quale cresciamo molto bene e questo potrebbe essere un problema – ammette Sciutto -. Eventualmente dovremo trovare un sistema per recuperare quanto perso altrove, magari con l’online, o in altri mercati, come in Cina, Giappone e Usa. Questo è il momento in cui se ti preoccupi e basta sei perduto”.

Per Sciutto, “bisogna alzarsi e reagire – chiosa – che non significa fregarsene, ma restare lucidi, altrimenti si fanno le cose sbagliate. Io alle spalle ho 3mila dipendenti e non posso dire loro ‘prima c’era il Covid, ora la Russia, dovete restate a casa’. Non è solo il brand che conta ma ci sono famiglie dietro, che ho protetto durante il Covid e continuerò a proteggere”. La traiettoria rimane di ottimismo. “Realizziamo un prodotto inventato da Sergio Rossi 71 anni fa per far sognare le donne e io devo continuare a farle sognare, soprattutto in un momento come questo – evidenzia Sciutto -. Se siamo diventati paladini di un messaggio positivo, anche assieme ad altri brand, a maggior ragione oggi occorre essere ancora più ottimisti”. (di Federica Mochi)

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