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Renzi: “Volevo Draghi al Quirinale ma i Draghi boys non l’hanno aiutato”

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Roma, 17 mag (Adnkronos) – “Io non ero per il Mattarella bis, ci siamo arrivati. Io ero convinto che se Draghi fosse andato al Colle sarebbe stata una scelta molto saggia. Ma attribuisco parte della responsabilità ai Draghi boys, Giavazzi e Funiciello, che non hanno aiutato in quelle ore”. Matteo Renzi ha presentato alla Camera dei deputati il nuovo libro, ‘il Mostro’, in cui ripercorre gli avvenimenti politici degli ultimi mesi, come l’elezione per il Quirinale, insieme alle vicende giudiziarie che l’hanno visto protagonista, dall’inchiesta sulla fondazione Open fino al caso Cpl Concordia.

“Pensare di portare Draghi al Quirinale contro i partiti è stata una ricostruzione che ha fatto del male. Poi Draghi è un civil servant, fa bene il suo lavoro. Io avrei preferito sette anni al Colle che uno al governo”, ha spiegato il leader di Iv, che ha parlato tra le altre cose delle prospettive del suo partito. “Da qui al prossimo anno puntiamo al 10%. Col 4 abbiamo fatto questo casino figuriamoci cosa possiamo fare con il 10p% -ha spiegato- . Molti dei nostri sono tesi e nervosi, che si fa? Anche perché i nostri amici al centro non sono propensi a intavolare discussioni comuni. Credo che a settembre il buon senso prevarrà e abbiamo uno spazio ben più grande del 5%”.

Per Renzi, “a noi hanno interrotto il cammino di crescita con l’inchiesta Open, una serie di coincidenze incredibili. Tra le altre, noi partiamo con Italia viva, veniamo accreditati di 5-10 punti percentuali, in crescita. Poi arriva Open, uno scandaloso processo politico alla politica. Era quello l’unico obiettivo, nel merito non c’entra niente, lo sanno anche loro, è un presunto reato. Lo scandalo Open sarebbero 3 milioni di euro di finanziamenti privati, rendicontati, tracciati e bonificati. Vi sembra normale?”.

Nelle pagine del ‘Mostro’ Renzi racconta anche risvolti inediti dei casi giudiziari in cui si è trovato protagonista. “Ho visto che qualcuno ha iniziato a querelare, il vice presidente del Csm. Lo trovo straordinariamente affascinante. Io confermo, è tutto vero e sono pronto al confronto all’americana -ha spiegato a proposito della vicenda Amara-. E’ vero che Ermini è stato eletto con il metodo Palamara, che ha ricevuto da Davigo copie dei verbali che non doveva ricevere, che quando da pubblico ufficiale ricevi una potenziale prova di reato e la distruggi stai distruggendo prove di reato. Sono cose semplici, le insegnano le serie su Netflix”.

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