Piacenza: giudice, ‘carabinieri Levante hanno gettato discredito su onore Arma’
Milano, 19 nov. (Adnkronos) – I carabinieri della caserma di Piacenza arrestati nell’inchiesta Levante, che ha portato al sequestro della stessa caserma di via Caccialupo, hanno “sicuramente creato un indelebile vulnus all’immagine dell’istituzione e al suo patrimonio morale, offuscata dal discredito gettato sull’onorabilità e l’onestà dei suoi appartenenti”. Lo scrive il gup Fiammetta Modica che nelle motivazioni della sentenza di primo grado dell’1 luglio scorso riconosce un danno alle parti offese, in questo senso l’istituzione più colpita è ‘l’Arma dei carabinieri – Ministero della Difesa’.
Per il giudice il danno all’immagine non è colpa del clamore mediatico, espressione del diritto di cronaca, ma è determinato “soprattutto dalla commissione di reati esecrabili quali il delitto di tortura, di falso, di spaccio, detenzione di stupefacenti ed estorsione”.
Il giudice ricorda come Giuseppe Montella, condannato a 12 anni e ritenuto il capo del gruppo, “esibendo l’arma di servizio e proferendo la parola ‘carabinieri’ non esitava a intimidire e depredare” le sue vittime o come “quale spacciatore professionista che traghettava chili di droga” talvolta “aveva la sfrontatezza di usare l’auto di servizio”.

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