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Pechino 2022: Goggia, ‘tutto sembrava andato in fumo…invece ci sono!’

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Pechino, 14 feb. – (Adnkronos) – “L’altro giorno, quando sono entrata in casetta per fare la ricognizione della prima prova, ho guardato quei cinque cerchi e la scritta di Pechino 2022: ho avuto un’esplosione di felicità nel cuore. É il mio sorriso al traguardo dopo questi due primi allenamenti in pista.. ed è la consapevolezza di essere esattamente dove vorrei essere!! Perché le Olimpiadi sono il posto dove ciascun atleta vorrebbe essere…. quel mio Sogno nel cuore sin da bambina! Domani partirò con il numero 13. Con il cuore che mi vola e la contentezza stampata in viso. Consapevole di aver dato tutto. Perché avrei dovuto esserci a prescindere, ma poi, con quella caduta, tutto sembrava andato in fumo … Invece:.. CI SONO!! Grazie a Tutti voi dell’affetto!!!”. Così Sofia Goggia in un lungo post su Instagram alla vigilia della discesa olimpica di Pechino 2022 dove difenderà il titolo conquistato 4 anni fa in Corea.

La 29enne bergamasca ripercorre anche i giorni dopo l’infortunio a Cortina. “È il parterre a Cortina che ammutolisce in pochi secondi. Ed è l’abbraccio con i miei amici di sempre in cui mi sono stretta e che mi ha avvolta nella reception dell’hotel, prima di volare a Milano. Sono le loro parole che mi invitano a tenere duro di testa. Ed è la profonda sofferenza che provo nel mio cuore disperato. Sono le interminabili lacrime in elicottero ed è l’esito delle risonanze che non voglio sentire , ma che mi toccherà sapere. È un crociato lesionato che ha bisogno di tempo , ed è proprio il tempo, ciò che non ho. È l’ennesimo urlo che verrebbe naturale scagliare contro il cielo, ed è invece la forza, la luce che sai trovare dentro di te e che non ti farà perdere la calma”.

“È il primo di febbraio, giorno di partenza della tua squadra per le Olimpiadi, e sono le lacrime in palestra , zoppicante, al pensiero di non essere anche io all’aeroporto con loro -ricorda Goggia-. Sono i messaggi di affetto di una Nazione ed è l’amore che ne consegue. È la fiducia di chi mi è stato accanto ed è una dannata corsa contro il tempo. È il tempo biologico di guarigione che non hai , ed è la biologia delle credenze a cui tu ti affidi. Sono i progressi incredibili , e sono i Giochi che iniziano, quando ancora non hai toccato la Neve. Sono le prime curve incerte ed é il countdown dei giorni alla discesa a cui hai deciso di partecipare. ‘Questa è la prova più grande che la vita mi abbia mai portato’, sussurro tra le lacrime in partenza al fisio”.

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