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**Pd: Schlein assicura pluralismo, intanto area Bonaccini si struttura**

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Roma, 8 giu. (Adnkronos) – Una scelta fatta nel nome del pluralismo. E per valorizzare “tutti i contributi”. A 48 ore dal caso Piero De Luca e i malumori provocati nella minoranza, Elly Schlein oggi spiega così la ratio della cosa. Nessuno ‘scalpo politico’, copyright di Lorenzo Guerini. Piuttosto dare spazio alle diverse sensibilità. Compresa quella cattolica e pacificista di Paolo Ciani di Demos che, appena promosso vice capogruppo, con le sue parole sull’Ucraina e una possibile revisione della posizione Pd ha fatto scoppiare un putiferio chiuso solo dalle parole della segretaria: “La linea del Pd è chiara ed è quella”, lasciando intendere ‘quella’ che è stata fin qui.

Quindi, tornando alla composizione dei vertici dei gruppi, oggi Schlein ha argomentato: “Abbiamo due presidenti espressione della maggioranza, era giusto avere due vicari che non hanno votato me al congresso. Questo ha portato altre modifiche basate sul pluralismo, chi ha avuto risultati all’estero, chi con altre liste che si sono presentate con noi, in modo che tutti possano portare un contributo e essere valorizzati nel contributo che portano”.

Alla vigilia della segreteria di domani e della Direzione di lunedì, Schlein assicura un impianto pluralistico nel partito. Intanto però, rispetto alla pax seguita ai gazebo del 26 febbraio, qualcosa sembra cambiato. La minoranza chiede maggiore collegialità alla segreteria. E ieri in una riunione dei parlamentari con Stefano Bonaccini si è concordato di strutturare l’area. “Nessuna ostilità, né fuoco amico, né fronda contro Schlein” piuttosto “una posizione costruttiva”, assicura un senatore che era tra i presenti, che pure riferisce di interventi molto critici verso la segretaria. Rispetto all’iniziale perplessità di Bonaccini a strutturare l’area della mozione congressuale – esigenza sostenuta da parte di Base Riformista – ora, si racconta, una proposta in questo senso sarebbe stata avanzata dallo stesso presidente dem che ha dato appuntamento ad un’assemblea in estate.

Date e luoghi sono ancora tutti da definire. Anche un eventuale nome dell’area. Ma la volontà di strutturarsi c’è e sono state già individuate delle personalità di riferimento: Simona Bonafè alla Camera e Simona Malpezzi al Senato avrebbero un ruolo di coordinatrici dei parlamentari ‘bonacciniani’. Un ruolo potrebbe averlo anche Andrea De Maria, molto vicino a Bonaccini. E poi i temi. “Evitare una deriva minoritaria, ma stare all’opposizione mantenendo una cultura di governo. A ogni critica si affianca una proposta”, ha detto ieri in tv Bonaccini e la linea è condivisa dai riformisti che lo hanno sostenuto al congresso.

Alla riunione di ieri non c’erano solo esponenti di Base Riformista, come il leader della componente Lorenzo Guerini e Alessandro Alfieri che è nella segreteria Schlein. Ma anche Matteo Orfini e poi Graziano Delrio e Debora Serracchiani, anche lei componente della segreteria che, dopo la riunione d’emergenza del lunedì nero dei ballottaggi, torna a vedersi domani mattina. Il tutto in attesa della Direzione di lunedì. “Come andrà? Nel partito prevale un certo attendismo… Schlein è segretaria da tre mesi. Certo dipende molto da quello che dirà”, dice un big della minoranza.

Negli ultimi giorni alcuni appunti di merito e di metodo a Schlein sono usciti in chiaro. Non solo dalle parti dell’area che ha sostenuto Bonaccini. Ieri c’è stata anche la nota congiunta dei sindaci Giorgio Gori di Bergamo, Mattia Palazzi di Mantova e Giacomo Possamai di Vicenza, unico dem vittorioso nei ballottaggi alle amministrative, nella quale si invitava a stare più nel merito di un Pnrr che la destra rischia di buttare all’aria che sulle accuse di “deriva orbaniana”. Ma qualche suggerimento arriva anche da parte della maggioranza. Lo ha fatto Marco Sarracino, orlandiano: “Il Pd alzi la voce”, dice al Foglio. E oggi un big del calibro di Nicola Zingaretti sollecita a ‘mettere a terra’ una “agenda del Pd che ci dia un’anima”.