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Raccolta differenziata e riciclo in Italia, dati 2026 in evidenza

Raccolta differenziata e riciclo in Italia: cosa dicono i dati 2026 rispetto agli obiettivi UE

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di Redazione Ecoseven – 02/07/2026

Raccolta differenziata e riciclo in Italia, dati 2026

Raccolta differenziata e riciclo | Nel 2024 l’Italia ha raggiunto un tasso di utilizzo circolare dei materiali del 21,6%, quasi il doppio della media europea, ferma all’11,8%, secondo l’ultima elaborazione Eurostat. È il dato più citato per raccontare il primato italiano sul riciclo, ma non l’unico: la fotografia completa, tra raccolta differenziata, riciclo imballaggi e riciclo complessivo dei rifiuti urbani, mostra un Paese che supera alcuni obiettivi europei e resta sotto altri.

L’Italia viene spesso descritta come un caso virtuoso nella gestione dei rifiuti in Europa, e i dati più recenti — il XXVII Rapporto Rifiuti Urbani di ISPRA e le elaborazioni Eurostat — confermano in gran parte questa reputazione. Ma non si può ancora affermare che “l’Italia supera gli obiettivi UE” perché gli obiettivi europei in materia di raccolta differenziata e riciclo dei rifiuti non sono uno solo, e pur essendo assolutamente vero che su alcuni l’Italia è avanti, su altri sta ancora lavorando per raggiungerli.

L’Italia recicla il doppio della media UE? Ecco cosa dice il dato Eurostat

Il dato più citato, e più impressionante, riguarda il tasso di utilizzo circolare dei materiali (circular material use rate): la quota di materiali riciclati reimmessi nei processi produttivi rispetto al totale dei materiali utilizzati dall’economia. Secondo le elaborazioni Eurostat relative al 2024, l’Italia raggiunge il 21,6%, quasi il doppio della media dei Paesi UE, ferma all’11,8%. È un indicatore che misura quanto un’economia riesce effettivamente a “chiudere il cerchio”, riutilizzando materia seconda al posto di risorse vergini, ed è il terreno su cui il vantaggio italiano rispetto al resto d’Europa è più netto.

Raccolta differenziata al 67,7%: la soglia superata

Sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, la normativa italiana (D.Lgs. 152/2006) fissa una soglia di riferimento del 65%. Secondo il Rapporto ISPRA presentato a fine 2025 con i dati relativi al 2024, l’Italia ha raggiunto il 67,7% a livello nazionale, in crescita di 1,1 punti percentuali rispetto al 66,6% del 2023. Più del 72% dei comuni italiani supera la soglia del 65%, e l’89,7% intercetta più della metà dei propri rifiuti urbani in modo differenziato.

Tra le grandi città, Bologna guida la classifica con il 72,8%, seguita da Padova (65,1%), Venezia (63,7%) e Milano (63,3%). Restano più indietro, seppure in crescita, Genova (49,8%), Roma (48%), Bari (46%) e Napoli (44,4%) — un divario che resta uno dei nodi irrisolti del sistema italiano di gestione dei rifiuti.

Riciclo degli imballaggi: dove l’Italia supera l’UE (e dove no)

Sul riciclo degli imballaggi, la normativa europea fissa obiettivi differenziati per materiale, con soglie al 2025 e al 2030. Secondo i dati CONAI più recenti, l’Italia si colloca stabilmente sopra le soglie richieste per carta e cartone, vetro e metalli. La plastica, invece, è il materiale più indietro: solo di recente ha superato l’obiettivo del 50% di riciclo degli imballaggi fissato per il 2025, come confermato dal presidente ISPRA Stefano Laporta nella presentazione del Rapporto Rifiuti Urbani. È un progresso significativo, ma segnala che non tutte le filiere italiane del riciclo procedono alla stessa velocità.

Il target che l’Italia non ha ancora raggiunto

C’è un obiettivo europeo specifico su cui l’Italia non è ancora arrivata: il tasso di riciclaggio complessivo dei rifiuti urbani, calcolato secondo la metodologia della Direttiva quadro sui rifiuti (2008/98/CE, come modificata), che fissa soglie del 55% entro il 2025, 60% entro il 2030 e 65% entro il 2035. Su questo indicatore l’Italia si attesta al 52,3% nel 2024, in crescita rispetto al 50,8% del 2023, ma ancora sotto la soglia del 55% prevista per il 2025.

È un punto importante da chiarire, perché il tasso di riciclaggio (che misura quanto dei rifiuti raccolti viene effettivamente trasformato in nuova materia prima) è diverso, e strutturalmente più basso, del tasso di raccolta differenziata (che misura quanto viene raccolto separatamente). Una parte dei materiali raccolti in modo differenziato non arriva a essere riciclata, per problemi di qualità della raccolta, presenza di frazioni non riciclabili o limiti impiantistici — un divario che secondo il Green Book 2026 di Utilitalia resta uno dei nodi principali del sistema italiano.

Nord, Centro e Sud: il divario resta

Il quadro nazionale nasconde differenze territoriali marcate. Secondo i dati ISPRA, il Nord Italia raggiunge una raccolta differenziata del 73,4%, il Centro del 62,3%, il Sud del 58,9%. Il gap si riflette anche sulla dotazione impiantistica: secondo il Green Book 2026 di Utilitalia, curato dalla Fondazione Utilitatis con la collaborazione di ISPRA ed ENEA, il deficit di impianti di trattamento — soprattutto per la frazione organica e il residuo indifferenziato — è particolarmente marcato al Sud e in Sicilia, con effetti diretti sui costi del servizio per i cittadini di quelle aree.

Cosa significa concretamente

Da un lato, la raccolta differenziata fatta a casa ha un impatto reale e misurabile: l’Italia supera la soglia nazionale e buona parte degli obiettivi UE sugli imballaggi proprio grazie ai volumi raccolti dai cittadini. Dall’altro, la qualità della raccolta conta quanto la quantità: materiali non conferiti correttamente (imballaggi sporchi, materiali misti, errori di differenziazione) contribuiscono al divario tra ciò che viene raccolto e ciò che viene davvero riciclato — il nodo su cui l’Italia è ancora sotto il target europeo del 55% per il 2025.

FAQ – Domande frequenti su raccolta differenziata e riciclo

È vero che l’Italia supera tutti gli obiettivi UE su raccolta differenziata e riciclo?

Non tutti. L’Italia supera la soglia nazionale di raccolta differenziata (65%, raggiungendo il 67,7% nel 2024), la maggior parte degli obiettivi UE sul riciclo degli imballaggi e ha un tasso di utilizzo circolare dei materiali quasi doppio rispetto alla media europea. Non ha invece ancora raggiunto l’obiettivo UE del 55% di riciclaggio complessivo dei rifiuti urbani previsto per il 2025, fermandosi al 52,3%.

Qual è la differenza tra raccolta differenziata e riciclo?

La raccolta differenziata misura quanto viene raccolto separatamente dai cittadini (67,7% in Italia nel 2024). Il riciclo misura quanto di quel materiale viene effettivamente trasformato in nuova materia prima (52,3% secondo la metodologia UE). Una parte dei materiali raccolti non diventa riciclo per problemi di qualità o limiti impiantistici.

Qual è la città italiana con la raccolta differenziata più alta?

Tra le città con oltre 200.000 abitanti, Bologna guida con il 72,8%, seguita da Padova (65,1%), Venezia (63,7%) e Milano (63,3%), secondo i dati ISPRA relativi al 2024.

Perché il Sud Italia è più indietro nella raccolta differenziata?

Secondo il Green Book 2026 di Utilitalia, il Sud e la Sicilia soffrono un deficit di impianti di trattamento, soprattutto per la frazione organica e il residuo indifferenziato, che rallenta i progressi nella raccolta differenziata e aumenta i costi del servizio per i cittadini.

Cosa significa che l’Italia recicla “il doppio” della media UE?

Il dato si riferisce al tasso di utilizzo circolare dei materiali calcolato da Eurostat, che misura quanti materiali riciclati vengono reimmessi nei processi produttivi rispetto al totale dei materiali usati dall’economia: 21,6% in Italia contro l’11,8% della media UE nel 2024. È un indicatore diverso dalla raccolta differenziata o dal tasso di riciclaggio dei rifiuti urbani.

In breve

L’Italia  su raccolta differenziata e riciclo è un caso virtuoso nel confronto europeo sui rifiuti, ma non su ogni fronte: supera la soglia nazionale di raccolta differenziata (67,7% contro il 65% richiesto), la maggior parte degli obiettivi UE sul riciclo degli imballaggi, e ha un tasso di utilizzo circolare dei materiali quasi doppio rispetto alla media UE (21,6% contro 11,8%). Resta invece sotto l’obiettivo europeo del 55% di riciclaggio complessivo dei rifiuti urbani previsto per il 2025, fermo al 52,3%, con un divario territoriale ancora marcato tra Nord, Centro e Sud.

ATTENZIONE: questo articolo su raccolta differenziata e riciclo ha finalità informative; i dati su percentuali di raccolta e riciclo sono soggetti a revisioni annuali da parte di ISPRA ed Eurostat. Fonti: ISPRA, XXVII Rapporto Rifiuti Urbani (dati 2024, presentato dicembre 2025); Eurostat, tasso di utilizzo circolare dei materiali 2024; CONAI, dati sul riciclo degli imballaggi; Green Book 2026, Utilitalia/Fondazione Utilitatis con ISPRA ed ENEA.

economia circolare, ISPRA, raccolta differenziata, riciclo, rifiuti, sostenibilità, Unione europea