**Pd: per dem due opzioni, nuovo segretario fino a 2023 o reggente e congresso entro anno**
Roma, 5 mar. (Adnkronos) – I dem stanno ormai prendendo atto che da quel post su Facebook di ieri, Nicola Zingaretti non torna indietro. A quanto apprende l’Adnkronos, in diversi colloqui oggi il segretario ha messo in chiaro con tutti i suoi interlocutori che il suo “passo di lato”, come lo ha definito, è irreversibile. Ed ora le componenti dem sono in costante collegamento per definire, quindi, il da farsi. Lo schema prevede due opzioni sul tavolo, le stesse indicate dallo Statuto: l’assemblea nazionale elegge un nuovo segretario che arriva fino a scadenza nel 2023 oppure un segretario reggente che porta il partito al congresso entro il 2021.
Due ipotesi molto diverse tra loro. Nel primo caso potrebbe essere Andrea Orlando chiamato a guidare il partito fino al 2023, si ragiona tra i parlamentari, anche se l’attuale vicesegretari già o guida un ministero di peso nel governo Draghi. Nel secondo si fa strada il nome di Roberta Pinotti, senatrice ed esponente di Areadem. E questo secondo scenario è ovviamente quello gradito a tutte quelle componenti che in queste settimane hanno sostenuto la necessità di un congresso anticipato, non appena la situazione sanitaria lo consentirà: Base Riformista e l’area di Matteo Orfini.
Sul primo scenario, invece, tutto dipende dalla volontà della maggioranza zingarettian-franceschiniana che governa l’assemblea nazionale. Volendo i numeri per eleggere un nuovo segretario ci sono. Insieme sfiorano il 70% dell’assemblea. Ma sarebbe comunque una soluzione altamente divisiva, in un partito in cui -in modo costante e rumoroso- da settimane ci sono aree che chiedono un congresso anticipato. Inoltre, si fa notare, Areadem di Dario Franceschini potrebbe comunque ‘beneficiare’ della soluzione reggente-congresso in quanto potrebbe essere proprio un’esponente della componente a guidare il partito al congresso. Appunto, la senatrice Pinotti.

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