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Pd: Morassut, ‘serve nuova fase, tutti si rimettano in discussione’

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Roma, 10 ott. (Adnkronos) – “Il voto del 25 settembre è stato una tappa importante nella vita del Partito Democratico, un capolinea. Già dal 2016, infatti, il Pd iniziò a perdere consensi e io iniziai a proporre una ‘costituente’ dei democratici. Sono felice che oggi molti siano arrivati a quella stessa conclusione, ma ora bisogna intenderci sul significato di ‘costituente’. Nel Paese ci sono tantissime realtà che condividono i nostri valori, che hanno ‘sete di politica’, ma non riescono a incontrarci e preferiscono dedicarsi alle loro lodevoli attività di carattere civico. Sono realtà che non riescono a trovare cittadinanza nel Partito Democratico: dare loro cittadinanza è la nostra grande sfida”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, a Radio Immagina.

“La questione – spiega Morassut – non è far entrare dentro chi oggi sta fuori, ma uscire noi dai nostri recinti: dobbiamo tornare per le strade, nei luoghi di cultura, di studio nelle aziende, nelle fabbriche, nella società reale. Politici e intellettuali che condividono i nostri valori devono lavorare insieme e produrre un documento che attraversi il Paese e che dia una nuova forma ai democratici. La parola ‘partito’, oggi, dà un’idea di chiusura, di struttura intrappolata nel potere delle correnti che non riesce a comunicare con il mondo esterno”.

“La sinistra in Italia esiste e probabilmente è maggioritaria, ma spesso non incontra il perimetro del Pd, perché per caricarci il peso del Paese e risolvere i disastri lasciati dalla destra, dal Governo Monti in poi, siamo stati costretti a svolgere delle politiche anche innaturali, che ci hanno allontanato da pezzi importanti del nostro elettorato. I grandi partiti periodicamente hanno bisogno di rigenerarsi e noi siamo a una ‘terza fase’: siamo partiti con l’Ulivo che era una coalizione, poi abbiamo fatto il Pd, oggi c’è bisogno di un ulteriore salto. I dirigenti devono mettersi in discussione e devono essere disposti anche a lasciare il passo a nuove forze”, conclude.