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**Pd: Capano, ‘vittoria causa con Grillo mi toglie un po’ di rabbia, quel fango mi fece male’**

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Roma, 28 gen. (Adnkronos) – “Se ce l’ho Grillo? Se me lo avessero chiesto 10 anni fa, avrei risposto che lo avrei voluto avere 10 minuti per le mani e farlo uscire un uomo nuovo… ma la potenza della giustizia, che attribuisce correttamente torti e ragioni, ha fatto venir meno quella rabbia”. Cinzia Capano parla così all’Adnkronos del lungo processo contro Beppe Grillo, che si è concluso proprio in questi giorni con il deposito delle motivazioni della sentenza e la condanna per diffamazione aggravata del comico genovese. I fatti risalgono al 2011 quando Capano era deputata del Pd e membro della commissione Giustizia. Alla trasmissione ‘Anno zero’, Grillo accusò Capano di aver favorito le lobby dell’acqua non partecipando al voto sulla proposta di accorpare nell’election day il referendum sull’acqua pubblica a quello amministrativo del maggio 2011.

Perché saltò quel voto? “Partiamo dall’inizio. A gennaio 2011 ebbi un infarto, il voto in questione si svolse a febbraio e io avevo appena ricominciato a lavorare in Parlamento. Ero in commissione Giustizia e quelli erano gli anni delle leggi ad personam di Silvio Berlusconi. Avevamo molto da fare, dovevamo esserci. Ma proprio la mattina di quel voto, mi sentii male. Venne il medico, avevo la pressione molto alta e visto l’infarto recente, mi fece ricoverare. Avvertii subito il gruppo Pd che mi stavano portando all’ospedale e non sarei andata alla Camera”.

Ma Grillo l’ha accusata di aver mancato quel voto per favorire le lobby dell’acqua… “Peccato che Grillo sapeva benissimo o avrebbe potuto facilmente sapere che io ero in ospedale. Poteva telefonare a Bersani, che era segretario, e glielo avrebbe detto. Poteva farsi dare il comunicato del gruppo Pd che certificava la mia assenza per motivi di salute”.

E invece? “E invece ben due mesi dopo, quindi avrebbe avuto tutto il tempo di accertare le cose, andò in tv a dire una palese menzogna contro di me. Fu un attacco durissimo che alludeva a tangenti. Proprio a me che avevo fatto battaglie su battaglie contro il centrodestra sulla questione dell’acquedotto pugliese. Quel fango che mi fece stare male, era inaccettabile e così decisi di querelare Grillo per diffamazione e dopo più di 10 anni, anzi quasi 12, è stato condannato”, spiega Capano.

Come giudica la parabola M5S, dal Grillo del 2011 che tuonava in tv contro la politica, e contro di lei, all’attuale movimento di Conte? “All’epoca non c’erano ancora i 5 Stelle, c’era Grillo con la sua battaglia anti casta, che tutti rubavano, sfruttavano privilegi. Era l’inizio dell’antipolitica. Poi sono arrivati in Parlamento, lo volevano aprire come una scatoletta di tonno e hanno capito pure loro che era una sciocchezza. Quindi alla fine penso che ci sia stata un’evoluzione positiva”.

Capano, lei fa ancora politica attiva? E’ nel Pd? “No, ora faccio solo l’avvocato. Mi interesso sempre di politica ma da semplice cittadina”.