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**Pd: Bettini, ‘con Schlein innovazione radicale, ora ricomporre spirito unitario’**

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Roma, 27 feb. (Adnkronos) – “L’elezione di Elly Schlein a segretaria del Partito Democratico è un fatto politico di enorme rilievo. Avviene, peraltro, nel quadro di una vasta partecipazione alle primarie, di un risultato combattuto ma sufficientemente netto soprattutto considerando i pronostici, di una attivazione del tutto nuova di tante ragazze e ragazzi. L’indirizzo che ha voluto dare la maggioranza del Pd è inequivocabile: si mette a capo del partito, per la prima volta, una donna e una femminista; si dà un segno di radicale innovazione, anche tenendo conto della giovanissima età di Elly Schelin; si è espressa, in forme diverse, una spinta a collocare il Pd più a sinistra”. Così Goffredo Bettini, dirigente nazionale del Pd, con un post su Facebook, si esprime sull’esito delle primarie dem

“Come alcuni sapranno, il mio contributo al congresso l’ho voluto dare, girando per tutta l’Italia, con le idee raccolte nel mio ultimo libro “A sinistra. Da capo”. Non ho indicato nomi – rimarca -. Sentivo che non era questo il mio compito e che una scelta diversa avrebbe dato l’occasione di polemiche confuse e strumentali, che pure egualmente non sono mancate. Nel corso delle settimane impegnate nel confronto interno, ho preso atto che le candidature che più si intrecciavano con le mie riflessioni erano quelle di Gianni Cuperlo e di Elly Schlein. D’altra parte, “A sinistra. Da Capo” lo sento in coerenza con l’elezione della nuova leader”.

“Ora la segretaria ha una responsabilità davvero grande. Proporzionale all’entusiasmo che è riuscita a suscitare in tante persone diverse. Da subito ha di fronte la competizione diretta con la premier donna Meloni. Da subito, deve mettere in campo una opposizione adeguata rispetto ad una destra che non mi pare né capace né moderata. Dovrà essere supportata da una nuova generazione che entra definitivamente in campo e alla quale deve andare la nostra fiducia e la nostra simpatia”.

“Decisivo sarà, insieme a questo, il ruolo che avranno gli iscritti, la cui platea dovrebbe spero si allarghi alle nuove energie e volontà che si sono manifestate nelle primarie. L’intenzione di andare oltre alle correnti – per Bettini – significa anche saper utilizzare l’intelligenza e l’esperienza di una generazione ancora giovane ma già sperimentata (tutt’altro che pesi, come qualcuno ha detto), dando contemporaneamente una sovranità di scelta ai nostri militanti e tesserati; permettendo loro di confrontarsi, deliberare e mischiarsi attorno ai quesiti fondamentali del nostro programma, delle scelte politiche, della collocazione valoriale”.

“Vanno riconosciuti i valori in campo, la capacità di lavoro e di elaborazione, il prestigio che ciascuno ha non solo nel partito ma nella società italiana. È fondamentale ricomporre uno spirito unitario; e le prime parole di Bonaccini dopo la sconfitta sono in questo senso incoraggianti. Così come è fondamentale non sbiadire la linea che ha prevalso: centralità e valorizzazione del mondo del lavoro, così umiliato, frammentato, mal pagato, precario nei lunghi anni che ci stanno alle spalle; la difesa e la valorizzazione dell’ambiente; l’impegno contro gli squilibri sociali, per una società complessivamente più giusta, per l’unità nazionale; la ricerca culturale e intellettuale, il coinvolgimento degli intellettuali e delle competenze per una ricognizione rinnovata dell’Italia. Senza una nuova analisi, non ci saranno vittorie durature, perché affidate solo ad un’incerta manovra politica”.

“Da tutto questo dovrà nascere una nuova prospettiva politica unitaria e di governo – rimarca l’esponente dem -. Da proporre alla nazione; senza la quale sarebbe inevitabile una risacca sul terreno inutile della boria di partito. Infine, per quanto mi riguarda, continuerò, come ho scelto di fare nel processo congressuale, a dare una mano esclusivamente al dibattito delle idee, nel modo più libero e autonomo: nella piena e convinta consapevolezza che la direzione del partito è – e deve essere – in mani nuove. Ed esse vanno lasciate agire con fiducia per correre verso una nuova stagione della sinistra”.