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Ostia, figli sequestrati e ridotti in schiavitù: madre fa arrestare 2 fratelli Spada

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(Adnkronos) – Spaccio di stupefacenti, sequestro di persona, estorsione e riduzione in schiavitù. Sono gravissimi i reati che la direzione distrettuale Antimafia di Roma contesta a Francesco e Juan Carlos Spada, appartenenti alla nota famiglia insediatasi sul litorale romano e a Ostia in particolare. Una indagine lampo, quella condotta dagli agenti della polizia del X Distretto Lido diretto da Antonino Mendolia, nata dalla denuncia di una madre coraggio stanca di vedere i propri figli tossicodipendenti utilizzati come schiavi. La donna si è fidata della polizia e ha dato il via all’indagine che si è conclusa stanotte con l’arresto dei due fratelli e con il sequestro di un appartamento.

“Grazie a Polizia di Stato e Dda per arresto di due esponenti del clan Spada a Ostia. Operazione possibile grazie a denuncia di una ‘madre coraggio’ stanca di vedere i figli tossicodipendenti utilizzati come schiavi dagli spacciatori. Non Abbassiamo Lo Sguardo”, scrive su Twitter la sindaca di Roma, Virginia Raggi.

Per anni hanno soggiogato, sfruttato, oppresso una famiglia di Ostia. Fino a quando una madre coraggio, da qui il nome dell’operazione “Mater matuta”, ha trovato il coraggio di chiedere aiuto e denunciare. E’ successo nella zona ponente del litorale romano, protagonisti Juan Carlos e Francesco Spada, figli del più noto Armando. Fermati dai poliziotti per sequestro di persona, associazione a delinquere per spaccio di stupefacenti e riduzione in schiavitù, sono stati identificati grazie alla denuncia presentata dalla madre di due ragazzi, entrambi tossicodipendenti e vittime del crac.

La donna, romena, martedì scorso ha chiamato il 112 dopo che Juan Carlos è entrato in casa per cercare uno dei due figli, il maggiore, per un debito di 60 euro. Insieme al fratello lo hanno rintracciato nella pizzeria, nella stessa zona di piazza Gasparri, picchiandolo con una mazza da baseball e facendolo scappare in una pozza di sangue. La telefonata al Nue si è interrotta per paura, ma questo è bastato per convincere i poliziotti di Antonino Mendolia ad andare in zona. Trovata la donna chiusa in bagno in lacrime, è stata portata in Commissariato la sera stessa. Lì ha raccontato la sudditanza psicologica vissuta dalla sua famiglia nei confronti degli Spada, per i quali ha lavorato in passato come cuoca e donna delle pulizie e ai quali dal 2016 paga l’occupazione di un garage in via Forni usato come abitazione.

Mentre agli agenti racconta dei due ragazzi dipendenti dalla droga e utilizzati come sentinelle e spacciatori all’occorrenza, picchiati e ripresi durate il pestaggio poi pubblicato sul social tik tok e della figlia costretta a prostituirsi per pagare i debiti dei fratelli, arrivavano le telefonate del figlio preoccupato che fosse andata dai poliziotti. Dietro di lui la voce di Juan Carlos che diceva ‘fatti dire dov’è quella cretina’. Tanto è bastato per convincere il magistrato a emettere due fermi di indiziato delitto. Ora la famiglia della madre coraggio è in sicurezza. “Chi chiede legalità trova ascolto – ha detto il dirigente del Commissariato Lido durante la conferenza stampa – anche in territori difficili e combattendo gente conosciuta per la sua pericolosità”. (di Silvia Mancinelli)

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