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Open Arms: Procura Palermo chiede processo per Salvini, ex ministro ‘ho difeso confini’/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Poco prima, in aula, rendendo dichiarazioni spontanee, ha spiegato al gup, citando alcune annotazioni della Polizia giudiziaria del 16 agosto 2019: “Il paradosso è che colui il quale con ‘pervicace e ostinata determinazione ha tentato di determinare una forzata responsabilità dello Stato italiano per eventi non di sua competenza’ attraverso ‘un vero e proprio atto di forza’ indossi oggi le vesti di vittima. Mentre per chi per dovere costituzionale aveva l’obbligo di tutelare l’ordine pubblico e la sicurezza della nazione e’ chiamato a risponderne sul banco degli imputati”.

Per l’avvocata Giulia Bongiorno, legale di Salvini, la richiesta di rinvio a giudizio “è una richiesta disancorata dagli atti. Durante l’udienza i tre magistrati della Procura, il capo della Dda Francesco Lo Voi, l’aggiunta Marzia Sabella e il pm Geri Ferrara, hanno più volte fatto riferimento alle dichiarazioni rese in aula nel procedimento per la nave Gregoretti a Catania che vede imputato sempre Matteo Salvini e sempre per sequestro di persona. “La Procura faceva riferimento a una pagina delle dichiarazioni ma non alla successiva – spiega la legale – Oggi sono state citate le carte in maniera parziale e fuorviante allo scopo di sostenere un’accusa”. E poi aggiunge: “Quando la nave era in zona non italiana avrebbe potuto raggiungere la Spagna, invece continuava a stare in quelle acque. Il dibattimento attesta che la nave poteva sbarcare a Malta o in due porti in Spagna: il sequestro priva di possibilità qualcuno, Open Arms aveva alternative e dunque non si può contestare il reato di sequestro di persona”.

Ma cosa hanno detto i magistrati nel corso della discussione in aula? Secondo il Procuratore di Palermo, lo scorso 28 gennaio, a Palazzo Chigi, l’allora Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso deposizione resa a Catania nell’udienza preliminare del caso Gregoretti, “si è espresso in maniera chiarissima sul fatto che la responsabilità dell’atto amministrativo di concessione del pos (place of safety ndr) risalisse alla competenza esclusiva del ministro dell’Interno, così come ha fatto il ministro dell’Interno Lamorgese e gli altri testimoni e il ministro Di Maio, aggiungendo che l’azione amministrativa era in capo al ministro dell’Interno”. Lo Voi ha poi ribadito che la concessione del pos “compete esclusivamente al ministro dell’Interno”. “La mancata concessione del Pos veniva appresa, così dicono i ministri, come Luigi Di Maio, solo successivamente all’adozione della decisione stessa”. E ha aggiunto: “Non si tratta affatto di un atto politico, ma è stato esclusivamente un atto amministrativo”.

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