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**Omofobia: mercoledì voto ‘in’ o ‘out’ in Senato, trattative febbrili sul Ddl Zan**

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Roma, 25 ott (Adnkronos) – “Un passo alla volta”, dice la senatrice del Pd Monica Cirinnà. Certo è che, dopo l’apertura di Enrico Letta, per il Ddl Zan sono davvero ore decisive. Il segretario del Pd ha rimescolato le carte, tirando fuori dal mazzo l”asso’ della nomina dell’autore del Ddl sull’omotransfobia a mediatore per la ricerca di una via che porti all’approvazione della legge.

Nel palazzo, e in particolare al Senato, sono partite le trattative febbrili. Ma anche i grandi sospetti e le accuse incrociate. “Adesso si arriva a fare quello che avevamo detto noi”, dice il presidente di Iv Ettore Rosato. “Italia viva ha problemi di coerenza”, fa eco la Cirinnà. Il tutto mentre il senatore della Lega Andrea Ostellari annuncia: “Il Ddl Zan ha bisogno di modifiche migliorative, chiedo la convocazione del tavolo con i capigruppo già a partire da domani”. E, ancora nel Pd, è il vice capogruppo Franco Mirabelli a dare la linea: “Modifiche non sostanziali sì, stravolgimenti no”. Mentre i parlamentari del M5s mettono in guardia: “Nessuna mediazione al ribasso”.

Una discussione molto accesa, tanto che un esponente di lungo corso del centrosinistra scuote la testa: “Così non si va da nessuna parte. E la legge rischia di venire affossata”. In questo contesto il Ddl si appresta ad affrontare il primo vero scoglio, mercoledì a palazzo Madama: l’aula dovrà esprimersi sulle due richieste di Lega e FdI di non affrontare l’esame degli articoli. Un voto segreto, un passaggio fondamentale per il provvedimento.

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