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**Omofobia: Fi tiene, su ddl Zan solo Masini in dissenso da linea partito, Ferro conferma no’**

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Roma, 8 lug. (Adnkronos) – Il Governo “deve realizzare, con il nostro decisivo apporto, grandi riforme, come quella del fisco, della burocrazia e della giustizia. Sono queste, non già i provvedimenti divisivi come la legge Zan, le riforme senza le quali il Paese non riuscirebbe a ripartire”. E’ stato Silvio Berlusconi, due settimane fa, in occasione di una manifestazione in vista delle elezioni per il sindaco di Milano, a indicare la linea del partito sul ddl Zan. Del resto era stata proprio la senatrice Licia Ronzulli, assai vicina all’ex premier, a presentare come prima firmataria il ddl che introduce le aggravanti per le violenze compiute per motivi basati sul sesso e sull’orientamento sessuale, testo alternativo al ddl Zan.

Certo, ha spiegato nei giorni scorsi il coordinatore azzurro, Antonio Tajani, “noi non siamo una caserma, non lo siamo mai stati. Chi vuole votare per motivi di opinioni differenti lo faccia”. E così a Palazzo Madama è iniziata la caccia a quei senatori che potrebbero dissentire dalla linea del partito e magari, soprattutto in caso di voto segreto, compensare le defezioni che potrebbero registrarsi nello schieramento dell’ex maggioranza giallorossa.

Per la verità c’è chi, come la senatrice Barbara Masini, è già uscita allo scoperto, senza voler assolutamente indossare i panni della franca tiratrice, per annunciare il suo sì al provvedimento. Altri due senatori ipotizzati in bilico, invece, assicurano che non si discosteranno dalla linea del partito. Massimo Ferro ha ribadito oggi il suo no al testo sull’omotransfobia licenziato dalla Camera e anche Gabriella Giammanco, sempre due giorni fa, ha twittato la necessità di lavorare ad un miglioramento del ddl Zan, perchè “non serve una legge qualsiasi, ma una buona legge”.

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