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Olimpiadi tra neve e… cielo: viaggio nel mondo dei droni a Milano Cortina

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(Adnkronos) – Le spettacolari esibizioni sulle montagne di Milano Cortina 2026 stanno facendo il giro del mondo. Sui social si guardano e commentano ogni giorno salti, discese, trick estremi, slittini a tutta velocità e anche rovinose cadute degli atleti alle Olimpiadi. Parte del merito è dei droni, protagonisti in questi giorni – insieme a campioni e medagliati olimpici – nel regalare alcune delle cartoline più belle dei Giochi italiani. Inquadrature aggressive, scenografiche, mozzafiato. Il vero valore aggiunto di un evento planetario. Ma come funzionano?
 Intanto, il contesto. L’Olympic Broadcasting Services sta utilizzando droni Fpv in discipline varie. Dallo sci alpino, un classico, a sci freestyle, snowboard skeleton, bob, slittino e pattinaggio di velocità, i droni stanno regalando spettacolo ai Giochi Olimpici. Accanto alle scenografiche riprese, qualcuno sottolinea però un altro aspetto. Il possibile fastidio recato agli atleti durante le competizioni, che porterebbe a percepirli come un elemento di distrazione. Un tema toccato anche da Yiannis Exarchos, Chief Executive Officer dell’Obs, l’Olympic Broadcasting Services: “Abbiamo pochissimo tempo per rendere lo sport comprensibile e attraente per il nostro pubblico. Siamo alla ricerca di modi innovativi per riuscirci e la tecnologia ci offre sempre più opportunità. Continuo a ricordare a me stesso e al team che i Giochi Olimpici non servono a mostrare cose normali. Si tratta di trovare i modi più coinvolgenti per raccontare le storie dei migliori atleti del mondo, nel modo più efficiente”. 
I droni utilizzati alle Olimpiadi sono molto piccoli e pesano circa 250 grammi. Molti sono stati ‘modificati’ per la copertura di sport specifici e sono controllati da piloti molto esperti e addestrati. Vengono utilizzati per mostrare la velocità delle azioni e il campo da gioco, ma anche per aiutare nella comprensione di uno sport specifico. A Milano Cortina sono protagonisti in tutti gli sport, tranne pattinaggio artistico, curling e hockey su ghiaccio, dove avrebbero poco senso. “Prima dei Giochi sono stati presentati a tutti” ha sottolineato Exarchos, spiegando come gli atleti abbiano anche avuto modo di allenarsi in determinati contesti. “È successo per esempio nello slittino, dove i partecipanti alle competizioni olimpiche hanno avuto modo di allenarsi in presenza di droni. Hanno visto i risultati, li hanno apprezzati e ne hanno compreso il funzionamento”. Anche perché i droni non volano mai sopra o davanti agli atleti. Li seguono soltanto. E, in caso di problemi, possono allontanarsi e spostarsi di lato. Non a caso, diverse federazioni hanno accolto il loro innesto con interesse, perché tanti sport avranno modo di farsi conoscere in tutta la complessità. Questione di visibilità. Un’altra obiezione sta sul rumore, altro tema toccato da Exarchos: "Utilizziamo 860 telecamere per riprendere i Giochi, ma abbiamo 1800 microfoni. Non sono necessariamente visibili perché li nascondiamo nella neve o dietro altri oggetti. Per gli atleti, in sostanza, questo rumore non è udibile. Negli sport ad alta velocità, il drone si trova dietro di loro e il rumore con cui devono fare i conti proviene dal vento”. I caschi degli atleti provvedono inoltre a isolare il suono, ‘fastidioso’ più che altro per gli spettatori. Insomma, per gli atleti, nessuna controindicazione. Anzi. Grazie ai droni, tanti dei campioni presenti alle Olimpiadi stanno avendo 'in regalo' filmati spaziali. Da condividere e postare sui social. Da vedere e rivedere, per ricordare. (di Michele Antonelli, inviato a Livigno) 
—milano-cortina-2026/[email protected] (Web Info)

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