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Nuovi raid a Gaza: “Almeno 35 morti”. Fonti: “Israele non ha ancora deciso sulla tregua”

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(Adnkronos) – Nuovi raid israeliani dall'alba di oggi sulla Striscia di Gaza hanno provocato la morte di almeno 35 persone. Lo riferiscono fonti mediche nella Striscia, citate da Haaretz. Sono stati presi di mira il campo profughi di Mawasi, a ovest di Khan Younis, nel sud, il quartiere di Zeitoun, a Città di Gaza, il campo profughi di Bereij nel centro della regione e Nuseirat, nel nord.  Dopo il via libera di Hamas alla ripresa dei negoziati, Israele non ha ancora preso "alcuna decisione" sui prossimi passi per l'accordo sul cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi. Lo ha detto una fonte del governo israeliano all'Afp, secondo cui "in questa fase non è stata presa una decisione sulla questione". Secondo alcuni media, il gabinetto di sicurezza israeliano potrebbe riunirsi stasera, una volta concluso lo Shabbat. Hamas è disponibile a iniziare "immediatamente e in modo serio" un nuovo round di negoziati su "un meccanismo" per un cessate il fuoco a Gaza. Anche la Jihad islamica sostiene i negoziati, chiedendo "garanzie" che Israele "non riprenda la sua aggressione" una volta liberati gli ostaggi detenuti a Gaza. Il presidente americano, Donald Trump, ha ribadito che un accordo sulla tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi potrà essere sottoscritto già la prossima settimana. "E' positivo", ha dichiarato sull'Air Force One, parlando dell'accettazione da parte di Hamas di avviare un nuovo round di trattative. Due diverse commissioni in Israele, presso il ministero della Salute e presso l'intelligence dell'Idf, stanno già lavorando per raccogliere informazioni sullo stato di salute degli ostaggi ancora in vita per determinare a chi si dovrà dare la priorità nelle nuove trattative. La bozza di accordo che sarà discussa prevede il rilascio di otto ostaggi in vita il primo giorno della sua entrata in vigore, due il 50esimo giorno e i rimanenti dieci quando sarà raggiunto un successivo accordo per un cessate il fuoco permanente, il 60esimo giorno dall'entrata in vigore della tregua.  La Fondazione umanitaria a Gaza (Ghf), l'organizzazione per la distribuzione degli aiuti umanitaria sostenuta da Israele e Stati Uniti, ha denunciato che due dipendenti americani sono rimasti feriti in un "attentato" nel sud della Striscia. In una nota inviata all'Afp, Ghf ha riferito: "Questa mattina due operatori umanitari americani sono stati feriti in un attentato terroristico mirato durante le attività di distribuzione degli aiuti alimentari nel centro Ghf di Khan Younis". Nella nota si precisa che, "sulla base delle prime informazioni, l'attacco è stato condotto da due assalitori che hanno lanciate due granate contro gli americani ed è avvenuto al termine di una distribuzione riuscita, durante la quale migliaia di gazawi avevano ricevuto il cibo in tutta sicurezza".  In Libano è di un morto e due feriti il bilancio dell'ultimo raid israeliano sul sud, dove un drone ha colpito un veicolo a Bint Jbeil. E' stato il ministero della Sanità libanese a dare il bilancio – definito provvisorio – dell'attacco, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa libanese Nna. Lo stesso ministero ha parlato del raid israeliano condotto precedentemente con un drone contro un'abitazione a Shebaa, nel sud del Libano: una persona è rimasta ferita in quell'attacco, ha reso noto. —internazionale/[email protected] (Web Info)

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