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Nucleare: sindaci nisseni scrivono a Musumeci, ‘no a deposito nazionale stoccaggio’

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Palermo, 7 gen. (Adnkronos) – “Senza isterismi ma con la fermezza di chi conosce le leggi e le rispetta diciamo in modo univoco no all’ipotesi della realizzazione del deposito nazionale di stoccaggio delle scorie radioattive nel territorio di Butera ed in quello di Petralia Sottana, quest’ultimo di fatto in prossimità dei territori dei comuni della provincia di Caltanissetta, e vogliamo farlo con la chiarezza, serietà e competenza che da sempre ci contraddistingue”. Lo scrivono in un documento condiviso 22 Sindaci della Provincia di Caltanissetta, a conclusione della Conferenza dei Sindaci.

“Il sito da individuare quale deposito nazionale è uno ed unico in tutto il territorio nazionale lo dice chiaramente la norma che disciplina la scelta del deposito nazionale di stoccaggio delle scorie nucleari. E’ chiaro che la scelta dell’area dove realizzare la sede del Deposito avverrà su esplicita richiesta degli Enti Locali o della Regione come previsto sulla base quindi di una procedura mediante una adesione volontaria dei Territori, tra quelli individuati dalla CNAPI e quindi solo successivamente verrà fatta la scelta del sito tra le candidature pervenute – dicono – Ma anche se non dovessero esserci candidature l’individuazione del sito sarà fatta tra le aree individuate di Classe A1, dove non è presente il Sito di Butera (Classe B) e gli altri siti siciliani (Classe C), che non si ritrovano nemmeno tra quelli individuati in Classe A2. Significa che prima del sito di Butera ci sono 23 siti in ordine di idoneità”.

“Quello che ci lascia sconcertati è come possono, i siti di Butera e Petralia sottana, essere rientrati tra quelli potenzialmente idonei; infatti la scelta dei siti e la loro classificazione si è basata su una prima griglia di valutazione che interessava 15 criteri di esclusione e i successivi criteri di approfondimento alcuni dei quali certamente, con una maggiore determinazione, non avrebbero già soddisfatto la condizione necessaria per il suo inserimento nella CNAPI”, denunciano i sindaci.

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