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‘Ndrangheta: ordinanza ‘Terlizzi non coinvolto in fatti più gravi, niente fermo e domiciliari’

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Milano, 9 set. (Adnkronos) – Il giudice di Monza Silvia Pansini evidenzia “i gravi indizi” contro Franco Terlizzi, ex ‘naufrago’ dell’Isola dei famosi, il quale avrebbe “un ruolo attivo e primario, di alcune delle truffe contestate”, nell’inchiesta coordinata dalla Dda milanese che vede al centro i traffici della famiglia Flachi, ma non convalida il fermo e dispone i domiciliari nella sua abitazione a Cologno Monzese. Terlizzi, accusato di associazione per delinquere finalizzata a frodi assicurative su incidenti d’auto e di intestazione fittizia perché sarebbe stato il presunto prestanome di Flachi gestendo la sua carrozzeria a Cormano, oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al giudice che lo ha interrogato per rogatoria e che ora ha ritrasmesso gli atti alla procura di Milano competente sull’inchiesta.

Le esigenze cautelari, si legge nel provvedimento di circa 40 pagine, sono relative soprattutto al pericolo di reiterazione del reato – vista la “frequenza dei numerosissimi episodi illeciti posti in essere, quasi quotidiana, il che rende concreto ed attuale e il pericolo di reiterazione, nonostante l’intervenuto sequestro preventivo in atto della Nuova Carrozzeria” dato che “l’attività illecita in questione potrebbe essere svolta in qualsiasi altro contesto che l’indagato potrebbe ricreare grazie alle amicizie, di indubitabile ed accertato rilievo criminale, di cui all’evidenza gode”.

Ma “considerato lo stato di incensuratezza dell’imputato e il suo mancato coinvolgimento – quantomeno nel senso che il pm non ha elevato contestazioni nei suoi confronti – nella ben più grave ed allarmante vicenda delittuosa emersa nel procedimento che ha dato origine alle imputazioni non riferibili all’indagato -, si ritiene di formulare allo stato un giudizio di idoneità della misura autocustodiale suggerita dalla difesa, che ha depositato dichiarazioni dei familiari di disponibilità ad accoglierlo e ad occuparsi delle sue esigenze di vita e mantenimento”. Terlizzi torna dunque a casa, come chiesto dai difensori Marcello Perillo e Antonino Crea, e dovrà evitare contatti con le persone coinvolte nell’indagine.