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Nato, la partita di Meloni a vertice L’Aja. Trump in pressing su Europa

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(Adnkronos) –
"Si vis pacem, para bellum", se vuoi la pace, prepara la guerra. È la massima latina citata da Giorgia Meloni nel suo intervento in Senato, prima di partire per il vertice Nato all'Aja. Un'espressione che ben sintetizza il clima che si respira nella città olandese, dove i 32 Paesi dell'Alleanza Atlantica sono riuniti per approvare il più imponente aumento delle spese militari dalla fine della Guerra Fredda: dieci anni per raggiungere il 3,5% del Pil in spese militari e l'1,5% in sicurezza, intesa in senso più ampio. Anche l'Italia è pronta a fare la sua parte, rispettando gli impegni assunti: lo ha ribadito Meloni in Aula e lo confermerà nei Paesi Bassi, prima di proseguire per Bruxelles, dove il 26 e 27 giugno parteciperà al Consiglio europeo. 
La presidente del Consiglio è atterrata nel tardo pomeriggio di ieri ad Amsterdam, accolta dal rappresentante permanente presso il Consiglio Atlantico, Marco Peronaci, e dall'ambasciatore italiano nei Paesi Bassi, Augusto Massari, per partecipare al vertice ospitato nel World Forum dell'Aja. Fanno parte della delegazione italiana anche il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto. In serata, Meloni ha raggiunto Palazzo Huis ten Bosch per la cena ufficiale offerta dal Re e dalla Regina dei Paesi Bassi ai Capi di Stato e di governo dell'Alleanza. 
I riflettori sono puntati su Donald Trump, che all'Aja è destinato a incassare un importante successo: l'aumento delle spese militari fino al 5% del Pil per i partner Nato è stato uno dei capisaldi della sua amministrazione. Forte il pressing della Casa Bianca affinché tutti gli alleati si adeguassero. Proprio Trump ha condiviso su Truth Social lo screenshot di un messaggio ricevuto dal segretario generale Nato, Mark Rutte, mentre era a bordo dell'Air Force One diretto al vertice: l'ex premier olandese lo ringraziava per la pace ottenuta con l'Iran e per aver spinto gli europei ad aumentare le spese per la difesa. Un episodio, spiegano fonti europee beninformate, che non è certo passato inosservato tra i leader riuniti al summit. 
La moral suasion di Trump ha fatto breccia in Italia, mentre la Spagna ha mostrato maggiore resistenza: lo dimostrano le tensioni tra il premier Pedro Sánchez e Rutte sulla soglia da destinare alla difesa e sulla presunta deroga concessa a Madrid, smentita dallo stesso segretario Nato. Su questo fronte, Roma intende fare la sua parte, come ha sottolineato Meloni nelle comunicazioni alle Camere in vista del doppio appuntamento di Aja e Bruxelles. A Palazzo Madama, la premier ha ribadito la posizione del governo sulla necessità di aumentare le risorse per la sicurezza, esprimendo però scetticismo verso un sistema difensivo europeo 'parallelo' rispetto alla Nato: "Io voglio una colonna europea della Nato", ha dichiarato. "Ma sarebbe un errore pensare di costruire una difesa europea parallela a quella dell'Alleanza: sarebbe una duplicazione inutile. Dobbiamo invece collaborare di più a livello europeo". Meloni ha anche chiarito che il tema della difesa non è solo quanto si investe, ma su cosa si investe: "Gli scenari stanno cambiando. In Ucraina, i risultati migliori sono arrivati da droni che costano 20mila euro. Ci sono Paesi che lavorano su robot e dati, più pericolosi dei proiettili". Gli investimenti, ha aggiunto, dovrebbero concentrarsi sulle aziende italiane: "Ma dobbiamo essere onesti e chiederci quanto siano in grado di produrre le imprese italiane ed europee. Quando non sarà possibile, lavoreremo con gli alleati". Riguardo all'obiettivo del 5% in spesa militare, la premier ha spiegato: "Nelle ultime settimane ci siamo impegnati per rendere questo percorso sostenibile, flessibile, credibile. Oggi ritengo che ci siamo riusciti". Sulle tensioni tra Israele e Iran, la premier si è detta fiduciosa in un ritorno al dialogo. Nella serata di ieri, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato la fine della "guerra dei dodici giorni imposta" da Israele, con un messaggio rivolto alla Nazione. La crisi iraniana sarà al centro delle discussioni del vertice Nato, ma il focus principale resta l'aumento delle spese militari, su cui le opposizioni italiane annunciano battaglia. Elly Schlein, leader del Pd, ha ricordato che "l'Italia ripudia la guerra", mentre Giuseppe Conte, da L'Aja, ha promosso un'iniziativa contro il riarmo insieme a 15 forze politiche di 11 Paesi europei, firmando un documento che esprime "l'indignazione" dei cittadini per l'aumento delle spese militari: "Se vuoi la pace, prepara la pace", si legge – in chiara risposta alla citazione di Meloni. Il vertice affronterà anche il dossier ucraino. "Sono attese decisioni importanti su Kiev", ha anticipato Rutte: "Abbiamo stabilito che il percorso dell'Ucraina verso l'ingresso nella Nato è ormai irreversibile". In questo contesto, è atteso anche un possibile incontro tra Trump e Zelensky, saltato al G7 in Canada per il rientro anticipato del tycoon negli Stati Uniti, a causa dell'aggravarsi della crisi mediorientale. Alle 15.30 oggi, inoltre, avrà luogo un incontro dei leader di Ucraina, Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Polonia con Rutte. (dall'inviato Antonio Atte) —[email protected] (Web Info)

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