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Nato, la mossa di Trump: soldati via da Germania e Usa fuori da manovre in Europa

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(Adnkronos) –
Donald Trump e gli Stati Uniti si preparano a prendere le distanze dalla Nato. Mentre punta ad un complicato ruolo di mediatore tra Russia e Ucraina per porre fine alla guerra in corso da 3 anni, il presidente degli Stati Uniti pare orientato a rivedere il rapporto con l'Alleanza Atlantica. Gli Usa avrebbero notificato agli alleati che non intendono partecipare più alle esercitazioni militari in Europa oltre quelle già previste per il 2025, come rifela il quotidiano svedese 'Expressen', che diffonde le informazioni fornite da fonti non specificate. Lo stop riguarderà manovre attualmente in fase di "preparazione" e in programma in Svezia.  
La svolta di Trump non si esaurisce qui. Secondo le news del quotidiano britannico 'The Telegraph', il presidente degli Stati Uniti starebbe valutando la possibilità di ritirare 35.000 soldati americani dislocati in ambito Nato in Germania e spostarli in Ungheria, che ha ancora rapporti positivi con la Russia. 
Nei mesi scorsi Trump aveva avvertito la Nato e fissato dei paletti: se gli altri membri non contribuiscono alle spese per la difesa, gli Usa potrebbero anche abbandonare la Nato. Il presidente americano è tornato sul tema Nato con le dichiarazioni di un paio di giorni fa nello Studio Ovale. "Se qualcuno non paga, non lo difende", ha detto riferendosi agli investimenti per la difesa chiesti a tutti i partner dell'Alleanza. Non tutti i paesi rispettano l'attuale soglia del 2% del Pil e, in prospettiva, il contributo è destinato ad aumentare. Trump, in una recente intervista a Meet The Press su Nbcnews, ha chiarito che "assolutamente" prenderebbe in considerazione l'ipotesi di lasciare la Nato se gli alleati non "pagassero i loro conti". "Devono pagare", ha ribadito il presidente. In queste ore i media statunitensi riflettono su questa possibilità. 'Può la Nato sopravvivere senza gli Stati Uniti?", si chiede un articolo della Cnn che ricorda come gli Stati Uniti e la Germania, con circa il 16% ciascuno, siano i principali contributori al bilancio militare e civile e al programma di investimenti per la sicurezza della Nato. —internazionale/[email protected] (Web Info)

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