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Monza: negli ultimi 3 anni reati in calo, ma più violenze sessuali e maltrattamenti in famiglia

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Milano, 10 nov.(Adnkronos) – Negli ultimi tre anni, a Monza, sono diminuiti i reati, in particolare quelli contro il patrimonio e ancora di più furti e rapine, ma sono aumentate le violenze sessuali e i maltrattamenti in famiglia. E’ quanto emerso da un’analisi presentata oggi, nella sede del Comune di Monza, in occasione di un incontro promosso dal prefetto con i sindaci della provincia con l’obiettivo di far emergere questioni di rilievo afferenti alla sicurezza, alla protezione civile, all’immigrazione e a tutti gli altri ambiti d’interesse della prefettura. Si tratta del terzo appuntamento, dopo quelli di Desio e Vimercate, che si sono svolti nelle scorse settimane.

L’analisi, che ha preso avvio dalla presentazione dei dati consolidati sull’andamento della delittuosità nell’area in questione riferiti all’anno 2021 confrontati con quelli degli anni 2020 (periodo fortemente influenzato dalle misure anticovid) e 2019, ha consentito di rilevare una riduzione del 4,08% del numero totale dei reati nel corso del triennio, passati dai 10.923 del 2019 ai 10.477 del 2021. Tale tendenza ha interessato in particolare i reati contro il patrimonio (-6,37%), con una contrazione importante dei furti (-22,34%) e delle rapine (-21,77%).

Appaiono invece in incremento i dati delle violenze sessuali (19 nel 2021, a fronte dei 13 casi nel 2019) ed i maltrattamenti in famiglia (71 nel 2021, a fronte dei 63 casi nel 2019): nel corso dell’incontro è stato rilevato che la crescita di tali dati impone di rivolgere la massima attenzione ai fenomeni sia sul piano preventivo che repressivo, ma consente di cogliere anche una positiva tendenza all’aumento delle denunce da parte delle vittime, alla quale ha contribuito anche la nuova procedura del ‘codice rosso’ introdotta nel 2019.

Un’analoga migliore tendenza alla denuncia, ha spiegato il prefetto, è in grado di spiegare in parte anche la crescita del numero delle truffe e delle frodi anche informatiche (+55,5% rispetto al 2019), sebbene tale dati sia collegato anche ad un mutamento delle abitudini di consumo che ha subito una forte accelerazione nel periodo del lockdown. A fronte di ciò, come in altri contesti è stata rilevata l’importanza che, accanto all’attività di prevenzione e repressione curata dalle forze di polizia, siano promosse anche iniziative di sensibilizzazione ai rischi rivolte in particolare ai cittadini anziani, in cui coinvolgere anche i familiari. È stato rilevato, infine, un decremento dei reati in materia di stupefacenti, passati da 129 nel 2019 a 73 nel 2021 (-43,41%).

L’incontro di oggi ha consentito inoltre di presentare ai sindaci i lavori del tavolo avviato recentemente dalla prefettura per il contrasto del fenomeno del disagio giovanile, sempre più al centro dell’attenzione della comunità: “Si tratta di una cabina di regia -spiega il prefetto Palmisani- che si pone l’obiettivo di promuovere un coordinamento delle iniziative che le Istituzioni chiamate a curare la sicurezza dei cittadini, insieme agli enti locali, alla scuola ed alle associazioni di categoria, possono intraprendere per approcciare il fenomeno del disagio e delle devianze in un’ottica di sostegno ai giovani e di prevenzione di derive delle realtà a rischio, nell’interesse dell’intera comunità. Il primo incontro ha consentito di definire le attività che saranno curate da specifici tavoli tematici che prenderanno avvio nelle prossime settimane”.

“Proseguiamo con fermezza nelle attività di presidio e vigilanza legate alle competenze della polizia locale -afferma il sindaco di Monza, Paolo Pilotto-. Contemporaneamente condividiamo la scelta del prefetto di intraprendere un lavoro condiviso con le forze dell’ordine, i Comuni, le scuole e il terzo settore per fare fronte ad alcune preoccupazioni legate al mondo giovanile. C’è bisogno di ascolto, di sostegno e di alleanze con le famiglie e con la scuola per accostare le realtà potenzialmente a rischio: mi riferisco in particolare alla fascia dei preadolescenti che talvolta si rivela l’età più esposta al pericolo delle prime devianze ma è anche è quella dove interventi attenti e precoci possono rivelarsi efficace e risolutivi. Da parte nostra stiamo investendo molto su questo fronte per anticipare e prevenire, per quanto possibile, fenomeni potenzialmente più gravi”.