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Moda: Eurispes, in ritardo su sostenibilità ma ‘etica’ si impone su fast fashion (2)

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(Adnkronos) – Al momento però, nella moda, “le sfide del mercato si giocano oggi su presupposti totalmente diversi rispetto al passato, quando si era orientati a rispondere alla domanda in un’ottica di prodotto”. E gli esperti sono concordi nel ritenere che in futuro “la sostenibilità non sarà più un’opzione, ma un obbligo”. Alcuni segnali di speranza cominciano a vedersi: “Da un lato le scelte sempre più consapevoli da parte dei consumatori hanno indirizzato gli acquisti di una quota sempre crescente di persone verso quei marchi che hanno saputo fare della sostenibilità la propria cifra distintiva e, dall’altro, l’emergere dei problemi legati al modello fast fashion hanno portato molte aziende a rinnovare la propria vision, integrando i criteri di una moda etica e sostenibile”.

Il tessuto industriale e commerciale italiano, ad ogni modo, è costituito principalmente da una miriade di piccole e medie imprese, spesso estremamente vitali. In questo universo, fa notare l’Eurispes, “sono numerose le piccole realtà del mondo del tessile e dell’abbigliamento che, nel loro piccolo, si impegnano in processi di sostenibilità ambientale e sociale”. Il loro impegno è rivolto al riuso e al riciclo, alla ricerca di nuovi tessuti tecnici e sartoriali dagli alti standard qualitativi e dalle alte prestazioni tecnologiche; alla riduzione dell’impiego di acqua e delle emissioni di anidride carbonica nei processi di produzione”.

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