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Mobilità: Assosharing, monopattini in sharing fondamentali per economia sostenibile

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Roma, 9 ago. (Adnkronos) – “Il monopattino in sharing oltre ad avere sempre copertura assicurativa, è tra i mezzi più controllati in città. Grazie al gps integrato è possibile geolocalizzare i monopattini in tempo reale, controllando da remoto i limiti di velocità e le aree urbane che percorrono, intendendone all’occorrenza alcune aree. L’indice degli incidenti per corse effettuate nel 2020 è molto basso, si attesta attorno allo 0,004%”. Ad affermarlo in una nota è Matteo Tanzilli, il presidente di Assosharing mentre in queste ore si sta animando un dibattito sull’uso dei monopattini in sharing che, sostiene l’associazione, “rischia di discriminare un mercato importante nell’era dell’economia sostenibile”.

La sharing mobility, infatti, rileva Assosharing, “è in tutto il mondo il modello su cui le municipalità hanno disegnato un servizio di trasporti a basso impatto ambientale e che va incontro alle esigenze di sostenibilità economica delle città e dei cittadini. Oggi il ruolo della mobilità in sharing, integrata con i servizi pubblici, è imprescindibile ed è la rappresentazione di una società che fa della condivisione la chiave per una vita più sostenibile. Tra i mezzi più utilizzati c’è anche il monopattino che ha avuto negli ultimi due anni una impennata di condivisioni grazie agli oltre 42 mila mezzi in oltre 40 città della Penisola. La crescita esponenziale di questo mercato, così giovane e così fondamentale per le città, ha di pari passo creato esigenze di regolamentazione definendo il perimetro delle modalità di utilizzo del monopattino in sharing. Molte questioni sono state già affrontate e superate, altre troveranno nelle prossime settimane forme di regolamentazione che garantiranno i servizi in sicurezza grazie anche al dialogo della commissione con gli operatori interessati”.

“Siamo consapevoli – commenta Tanzilli – che il processo di regolamentazione è appena iniziato, per questo la nostra Associazione e i singoli operatori sono seduti al tavolo con le Istituzioni trovando soluzioni condivise che permettano di proseguire con la diffusione di questo servizio in sicurezza e nel rispetto del decoro urbano anche con investimenti diretti da parte degli operatori in termini di tecnologia e mezzi”. Tra le proposte che abbiamo già avanzato, aggiunge, “c’è un ampio piano di educazione al codice della strada obbligatorio per chi prenderà i mezzi in sharing, compreso un tutorial in app, oltre a un call center dedicato alle amministrazioni e alla polizia locale per riposizionare in maniera tempestiva i mezzi parcheggiati in modo non idoneo e foto del parcheggio. Queste e altre proposte sono al vaglio del legislatore consapevoli che per le città la mobilità sostenibile in sharing è imprescindibile quanto la sicurezza dei cittadini”, conclude.

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