Milano: bimba morta di stenti, sopralluogo in casa, madre chiede foto Diana
Milano, 14 ott. (Adnkronos) – Nuovi esami per capire altri dettagli sulla morte di Diana Pifferi, la piccola di 18 mesi per la cui morte (di stenti) è in carcere la madre Alessia. Il gip di Milano Fabrizio Filice ha accolto l’istanza in cui i legali, gli avvocati Solange Marchignoli e Luca D’Auria, chiedevano un ampiamento del quesito della perizia ad altri oggetti trovati accanto alla culla in cui la bimba è stata trovata senza vita il 21 luglio scorso, ma anche nell’appartamento di Via Parea a Milano.
Periti del giudici e consulenti delle parti – per la difesa è stato nominato anche Luciano Garofano, ex comandante del Ris di Parma – vaglieranno la ‘scena del delitto’ alla ricerca di altri oggetti utili, ma soprattutto dovranno analizzare ogni elemento già sequestrato – materasso e cuscino, il pannolino che indossava, il biberon e una bottiglietta d’acqua – e svolgere tutti gli accertamenti tecnici “di natura biologica e chimico-forense” per arrivare all’esatta causa del decesso. In particolare bisognerà stabilire il contenuto trovato nel biberon e nella boccetta di En (benzodiazepine) che erano accanto alla culla in cui Diana è morta, dopo essere rimasta sola per sei giorni. I risultati degli accertamenti svolti dagli esperti saranno discussi, in udienza, il prossimo 30 gennaio.
Se l’ampliamento del quesito soddisfa la difesa della la donna accusata di omicidio aggravato – come la scorsa volta è stata scortata dalla polizia penitenziaria in tribunale e ha partecipato all’udienza a porte chiuse – gli avvocati tornano a chiedere, davanti alle telecamere, l’accesso al carcere di due consulenti tecnici per un accertamento neuro-psichiatrico per la loro assistita. “Sta iniziando a elaborare quanto accaduto, ci ha chiesto una foto della sua bimba e – assicurano – gliela faremo avere in carcere”.
