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Manifestazione contro riarmo Ue, Quartapelle: “Pd fa bene a non aderire, chi va lo fa a titolo personale”

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(Adnkronos) – Un'Europa che "si muove in modo determinato e unito". Per Lia Quartapelle, parlamentare Pd e vicepresidente della Commissione esteri della Camera, questa è l'unica strada possibile tra conflitto in Ucraina, il caos in Medio Oriente e Donald Trump che "considera l’Europa una seccatura, se non un parassita". Uno scenario, dice la deputata dem interpellata dall'Adnkronos, in cui "il rafforzamento delle capacità di difesa del nostro continente" è inevitabile e il piano ReArm ne rappresenta "un primo passo". In questi mesi "si deciderà come fare la difesa comune europea" ed è "importantissimo che i socialisti europei, e quindi il Pd, prendano parte a questa discussione". Bene quindi, osserva, che il Pd non abbia aderito alla manifestazione contro il riarmo di domani a Roma. "Dobbiamo essere coerenti con il nostro impegno a partecipare alla definizione di una difesa europea. Chi ci va, lo fa a titolo personale".  Onorevole Quartapelle, nuovo fronte in Medio Oriente con l'attacco di Israele all'Iran e Donald Trump sembra intenzionato a entrare in guerra. Ci troviamo di fronte al rischio concreto di una pericolosa escalation?  "E’ molto difficile prevedere il comportamento di Donald Trump. C’è però una questione di fondo: mettere continuamente non solo la comunità internazionale ma anche il proprio blocco geopolitico di riferimento di fronte al fatto compiuto, ci sta consegnando a un mondo in cui chi ha la forza militare e la volontà di usarla lo fa senza tanti complimenti, per disegnarsi un ordine a proprio uso e consumo. Le conseguenze a lungo termine di questo modo di fare politica sono preoccupanti e bisogna assolutamente tornare a esercitare discernimento ed equilibrio, ricostruendo le alleanze necessarie per perseguire obiettivi geopolitici condivisi (come il proteggere il mondo dal rischio della proliferazione nucleare) ed evitare che il mondo sia un posto dove trionfa la legge della giungla, ovvero uno scenario in cui il più feroce e fulmineo impone la sua logica su ogni altra traiettoria disegnata con saggezza e ponderazione. In uno scenario del genere, l’Europa ha solo da perdere". Il G7 in Canada ha evidenziato una spaccatura con l'amministrazione Usa, compreso l'attacco via social di Trump a Macron. Che cosa possono fare l'Italia e l'Europa per evitare l'escalation? O forse ha ragione il cancelliere Merz quando dice che 'Israele sta facendo il lavoro sporco' per l'Occidente?  "In questo contesto, è significativo che il tentativo di mediazione con l’Iran avvenga a Ginevra per iniziativa dei ministri degli esteri di tre paesi europei, Germania, Francia e Regno Unito. Quando l’Europa si muove in modo determinato e unito, possono accadere fatti importanti. Come è già successo per iniziativa dei volenterosi che, dopo il disgustoso trabocchetto di Trump a Zelensky alla Casa Bianca, hanno aiutato l’Ucraina a presentarsi più forte per i negoziati con la Russia. Spero che l’iniziativa europea possa anche questa volta avviare un processo negoziale". Al G7 in Canada si è evidenziata anche una distanza sul fronte del conflitto in Ucraina. Trump si è lamentato dell'esclusione della Russia dal G8 e non ha sottoscritto la dichiarazione finale: l'Europa è destinata a restare sola nella difesa di Kiev?  "Che l’invasione russa dell’Ucraina sia un problema europeo non lo si scopre al G7 in Canada nel 2025: è una questione europea geograficamente, storicamente e anche la soluzione deve essere una soluzione europea, cioè una soluzione giusta e sicura, che integra l’Ucraina nell’Unione europea il più velocemente possibile e che preveda il rafforzamento delle capacità di difesa del nostro continente. Il protagonismo di un’Europa matura è inevitabile. Tanto più che è dal giorno del suo insediamento che è chiaro che Trump considera la Russia un alleato e l’Europa una seccatura, se non un parassita".  Condivide il piano ReArm della presidente Von der Leyen? E' arrivato il momento che l'Europa si difenda da sola? Per l'Italia il tema è complesso visto il nostro deficit e ora al vertice Nato arriverà anche la richiesta di investire il 5% del Pil…  "La scelta del nome del piano non è stata una scelta felice, ma il contenuto del piano è il primo passo che serve per arrivare a una vera difesa europea. E’ in questi mesi che si decide come farla, la difesa europea. Con quali investimenti, per affrontare quali minacce, con quali risorse. E’ importantissimo quindi che i socialisti europei, e quindi il PD, prendendo parte a questa discussione per costruire una difesa più integrata possibile, trovando risorse europee per farlo. E senza dimenticare che, dopo l’adesione di Svezia a Finlandia alla NATO, il 97% della popolazione europea vive sotto l’ombrello dell’Alleanza transatlantica. Quindi, l’integrazione dei nostri sistemi di difesa avviene già lì". 
Il tema riarmo è divisivo. Nel centrodestra ma anche nel fronte delle opposizioni e all'interno dello stesso Pd. Alcuni esponenti del suo partito sabato saranno alla manifestazione contro il riarmo, che ne pensa?
 "Il Pd non aderisce alla manifestazione, e fa bene, perché dobbiamo essere coerenti con il nostro impegno a partecipare alla definizione di una difesa europea. Chi ci va, lo fa a titolo personale".  La politica estera è forse il fronte su cui sono più ampie le distanze tra le opposizioni. Un ostacolo per la coalizione a cui Elly Schlein lavora per le prossime politiche?  "L’anima del Pd è europeista. Partirei da questo, dai tanti passi avanti che l’Europa ha fatto insieme in questi anni, e da quelli che mancano, per darci un obiettivo come coalizione. Senza dimenticare che quando, nel 2019, abbiamo fatto un governo con il M5S, è accaduto perché loro, da posizioni euro-ostili e sfasciste, hanno cambiato idea, votando la presidenza di Ursula von der Leyen e diventando europeisti". Nel centrodestra c'è stato un confronto, che per ora sembra arenato, sul terzo mandato. Se trovassero un accordo, oltre che per i governatori, si porrebbe il tema anche per i sindaci. Da lombarda le chiedo: sarebbe favorevole a un terzo mandato per il sindaco Sala? "La questione del terzo mandato non può essere posta ad personam. Con tutto quello che succede a livello internazionale e nazionale, sarei colpita se la maggioranza si concentrasse sulla questione del terzo mandato". (Di Mara Montanari) —[email protected] (Web Info)

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