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Malattie cardiovascolari, a Torino il congresso Sirm di Cardioradiologia 

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(Adnkronos) – Migliora la diagnosi di patologie complesse, permette una maggiore accuratezza e può evitare esami più invasivi: il cardioradiologo rappresenta ormai una figura indispensabile nella lotta alle malattie cardiovascolari. Opera in sinergia col cardiologo e grazie all'analisi ed a una sempre più approfondita interpretazione delle immagini con macchine più potenti e sofisticate (anche grazie all'intelligenza artificiale) può garantire una presa in carico molto più efficace. Ma non è presente in tutti gli ospedali italiani: bisogna colmare questa lacuna e promuovere maggiormente la formazione e l’aggiornamento continuo dei Medici Radiologi favorendo l’inserimenti dei giovani in questa area cruciale. È questo l'appello lanciato oggi a Torino durante il congresso nazionale delle Sezioni della Sirm (Società Italiana di Radiologia Medica e Interventistica) di Cardioradiologia e Radiologia Informatica e Intelligenza artificiale che riunisce oltre 1100 medici provenienti da tutta Italia.  "La Cardioradiologia ha compiuto straordinari progressi – afferma Nicoletta Gandolfo, presidente Sirm e direttore del Dipartimento Immagini Asl3 di Genova -. Oggi, infatti, disponiamo di strumenti diagnostici molto più veloci e accurati rispetto al passato. Le attuali tecnologie disponibili, unite alla competenza clinica di settore, consentono di identificare precocemente le patologie cardiache, soprattutto in pazienti selezionati, supportando in modo decisivo il lavoro del cardiologo, che spesso riscontra segni già tardivi di malattia". "Ci stiamo indirizzando sempre di più verso una medicina di precisione, dove il centro del nostro interesse è il singolo paziente – spiega Guido Ligabue, presidente della Sezione di Cardioradiologia della Sirm, direttore della Scuola di Specialità di Radiodiagnostica di Unimore e direttore della Radiologia dell’Ospedale di Sassuolo -. L’obiettivo è adottare scelte cliniche specifiche per le esigenze di ogni malato. Oggi, anche grazie a strumenti informatici, possiamo estrapolare dati dalle immagini di Risonanza e Tac che, integrate con le informazioni cliniche, permettono al ‘team’ che ha in cura il paziente di scegliere il trattamento più adatto per lui. Per esempio, nelle cardiomiopatie (malattie primitive del miocardio che non derivano da una patologia delle coronarie, che colpiscono circa 350mila persone in Italia) la Cardioradiologia è un approccio determinante in quanto, oltre a fornire diagnosi precisa, riesce a graduare quanto è severa la malattia, permette di esprimere una prognosi e, in alcune condizioni anche a monitorare l’efficacia delle terapie".  "Il ruolo dell’imaging in Cardioradiologia presenta numerose evidenze – sottolinea Riccardo Faletti, direttore della Radiodiagnostica a Direzione Universitaria dell’Irccs di Candiolo, professore Università di Torino – per esempio la coronaro – Tc (l'angiografia coronarica con tomografia computerizzata) ha un ruolo ben consolidato nel valutare la regolare pervietà dell'albero coronarico e l'eventuale presenza di patologia calcifica e non calcifica. In tal modo, il cardiologo può impostare una terapia per prevenire la cardiopatia ischemica. I pazienti idealmente candidabili alla coronaro – Tc sono con rischio basso e intermedio per patologia coronarica, mentre quelli a rischio alto vanno direttamente alla coronarografia, esame invasivo e con un suo rischio. La risonanza magnetica, invece, presenta un ruolo per la cardiopatia ischemica, ma soprattutto per le cardiopatie non ischemiche, in particolare per le cardiomiopatie. La risonanza magnetica è fondamentale nelle cardiopatie dilatative, restrittive e ipertrofiche, per decidere quali sono quei pazienti con maggior possibilità di sviluppare delle aritmie sulla base di quello che può essere lo stato iniziale o avanzato della cardiomiopatia".  Al congresso ampio spazio sarà dato al documento Sic-Sirm sul dolore toracico acuto. Il cardioradiologo svolge una funzione essenziale anche nel pronto soccorso: l’utilizzo della cardio – Tc come esame di prima istanza nel paziente che si presenta con dolore toracico acuto di non chiara origine coronarica è fondamentale per escludere una sindrome coronarica acuta o altre cause di dolore toracico (ad esempio la dissezione aortica o la tromboembolia polmonare) ed eventualmente procedere ad approfondimenti più specifici come la cardioRm.  "L’uso dei nuovi software di intelligenza artificiale è fondamentale grazie all’aumento del numero di immagini e alla loro qualità – conclude Riccardo Ferrari, presidente della Sezione Sirm di Radiologia informatica ed intelligenza artificiale, dirigente medico radiologo al San Camillo-Forlanini di Roma -. In particolare, questi software si concentrano su due temi principali: il primo è tecnico, per produrre immagini sempre più precise e meno invasive, quindi con meno radiazioni, meno tempo di esposizione e quindi più comfort per il paziente. Inoltre, il radiologo utilizza un’immagine decisamente migliore perché si lavora con protocolli che hanno migliorato sensibilmente la qualità. Il secondo riguarda i software che supportano l’individuazione dei reperti patologici e la loro caratterizzazione, aiutando il radiologo ad analizzare immagini sempre più dettagliate e in numero maggiore. È importante sottolineare che i software di intelligenza artificiale sono solo un supporto e che è il medico radiologo a valutare il reperto secondo le sue conoscenze tecniche e cliniche. Tali tecnologie stanno apportando un cambiamento epocale in Radiodiagnostica che, per essere tale, deve essere ampiamente diffuso e utilizzato per garantire equità di trattamento a tutti i pazienti". —[email protected] (Web Info)

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