Mafia: Mulè (FI), ’41 bis reso permanente da Berlusconi, vertici Ros ancora in attesa scuse’
Roma, 17 gen. (Adnkronos) – “La legislazione antimafia parte da lontano: il 41 bis è stato recepito in via definitiva dall’ordinamento penitenziario nel 2002, dal governo presieduto da Silvio Berlusconi”. Lo ha detto Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, intervenendo ad ‘Agorà’ su Rai 3.
“Questo consente che per i boss per giunta ergastolani, come ad esempio Messina Denaro, appena entrati in carcere buttino la chiave, quest’ultimo tra trent’anni non avrà comunque i requisiti per ottenere i benefici penitenziari visto che l’ergastolo ostativo per la mafia non si tocca. Ecco la realtà, nonostante ciò che dicono i complottisti”, ha spiegato Mulè.
“Fatta chiarezza su questo l’arresto di Messina Denaro non è frutto di alcuna fantasiosa trattativa o patto inconfessabile, come ha detto il comandante generale dell’Arma Teo Luzi, sul quale non ci possono essere dubbi, è frutto unicamente di lunghe investigazioni e di un rigoroso incrocio dei dati fatto dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale, uomini che si sono spaccati la schiena per 30 anni per arrestare Messina Denaro”, ha aggiunto.
Il vicepresidente della Camera ha spiegato: “Mori, Subranni e De Donno, i vertici dei Ros che arrestarono Riina nel 1993, sono stati a processo per 25 anni, poi sono stati assolti e ancora oggi attendo quanti gli devono chiedere doverosamente scusa. Questi servitori ed eroi dell’Antimafia sono coloro che hanno creato la struttura che ieri ha arrestato Messina Denaro”.
