M5S, Conte: “Assunzioni per ex? Movimento non è ufficio collocamento”

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Roma, 30 set. (Adnkronos) – “Il M5S non è mai stato e mai diventerà un ufficio di collocamento. Non è da escludere che potremo avvalerci della collaborazione formale di qualche figura il cui apporto potrebbe rivelarsi utile per il prosieguo della nostra attività”. Lo puntualizza all’Adnkronos il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte, circa i rumors di possibili assunzioni di ex parlamentari nel M5S. Ma la questione è che “non c’è nessuna previsione di assunzione di ex parlamentari” per il solo fatto che il “loro incarico elettivo si sia esaurito con il secondo mandato”.

Il M5S intanto si appresta a tornare in Parlamento per la sua terza legislatura. Entro l’inizio della prossima settimana Conte dovrebbe tornare a riunire il Consiglio nazionale grillino per riavviare la macchina. All’orizzonte si delinea inoltre una riunione tra l’ex premier e tutti gli eletti -vecchia guardia e nuove ‘leve’- per fare il punto in vista dell’ormai prossimo approdo alla Camera e al Senato.

Una delle incombenze più stringenti nel quartier generale di Campo Marzio mira a pianificare i futuri assetti per i ruoli d’Aula. Tanto più che al M5S, in quanto forza di opposizione, spetterà anche la vicepresidenza di una delle due Camere. Fonti interne bene informate riferiscono all’Adnkronos che in pole, se il Movimento dovesse spuntare la vicepresidenza a Montecitorio -quella che toccò in sorte a Luigi Di Maio- ci sarebbe l’ex sindaca Chiara Appendino, volto noto di un Movimento orfano di tutti i suoi big del passato per via della tagliola del doppio mandato.

Se invece la vicepresidenza toccherà a Palazzo Madama, potrebbe essere il ministro Stefano Patuanelli l’uomo giusto. Conte “non ci ha ancora messo la testa su questo dossier”, spiegano gli uomini a lui più vicini, ma è convinzione diffusa nei vertici che sia necessario spingere sui pochi big rimasti prima di ‘rodare’ i nuovi, “anche per far sentire forte la voce della nostra opposizione, che sarà forte e intransigente”.

Per questo Patuanelli, se la vicepresidenza dovesse andare a Montecitorio, viene visto anche come possibile capogruppo, ruolo già rivestito in passato, quando Conte era a capo del governo ‘giallo verde’. Ma a Palazzo Madama, stando alle stesse fonti, potrebbe ambire al ruolo di presidente del gruppo anche l’uscente Mariolina Castellone, inizialmente invisa a Conte ma ora considerata una sua fedelissima. E non è escluso che si punti a una riconferma anche alla Camera, quella di Francesco Silvestri, altro ‘contiano’ di ferro.

Altra questione da affrontare a stretto giro, le Regionali in Lombardia e nel Lazio, con un occhio attento al Pd in vista del Congresso che ne cambierà gli assetti. Nel Lazio l’alleanza 5S-dem sopravvive ancora al terremoto nazionale con ha portato al divorzio, ma non è detto che l’asse resti in vita anche al prossimo giro di boa, anche perché all’orizzonte si profila la grana, non da poco, dell’inceneritore a Roma. Del resto è stato lo stesso Conte, subito dopo il voto, ad ammettere che ormai verso l’ex alleato di governo c’è forte diffidenza e, semmai ci fosse un accordo, il M5S lo stringerà tenendo “alta l’asticella”.

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