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Luxury Private Properties rilancia 3 alberghi storici in Sicilia

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Roma, 26 feb. (Labitalia) – Tre strutture alberghiere siciliane, tra cui lo storico Hotel Excelsior di Palermo, saranno recuperate e rilanciate grazie al contratto di sviluppo sottoscritto da Luxury Private Properties, impresa del settore turismo focalizzata sugli investimenti alberghieri nel segmento lusso, che ha puntato su tre località strategiche dell’Isola: oltre che sul capoluogo, anche Siracusa e Taormina. Grazie al finanziamento ottenuto da Invitalia per oltre 14,5 mln di euro, quindi, eviterà la chiusura dell’Hotel Exclesior di Palermo, che passerà dalle 4 alle 5 stelle lusso con un restyling e l’offerta di servizi aggiuntivi, mantenendo i livelli occupazionali esistenti (VIDEO).

“Il contratto di sviluppo che abbiamo sottoscritto – spiega Costanza Giotti, socia e amministratrice di Luxury Private Properties – prevede l’acquisto e la riqualificazione di una struttura a Palermo, la riqualificazione e ristrutturazione di una struttura a Siracusa e di una a Taormina. Leitmotiv delle nostre aziende è proprio quello di puntare su immobili storici riconosciuti dalla Soprintendenza, che intendiamo recuperare con un impatto socio-culturale, dal nostro punto di vista, interessante per la comunità”.

“La scelta imprenditoriale di investire in Sicilia, nelle destinazioni di Taormina e Siracusa, negli hotel di lusso e negli immobili storici, è stata presa a prescindere dalla presentazione del contratto di sviluppo, fa parte della nostra strategia di espansione commerciale, quindi l’avremmo comunque perseguita. Invitalia ci ha permesso di spingere sull’acceleratore, di mirare a un target più alto, di poter realizzare investimenti più significativi e più importanti, a tutela anche del recupero del patrimonio immobiliare, e ci ha permesso altresì di chiudere il cerchio inserendo nella nostra destinazione pure Palermo e realizzando così una piccola catena di alberghi indipendenti, di lusso, a capitale 100% italiano”.

“La sicurezza economica di poter contare sui contributi erogati da Invitalia – prosegue Costanza Giotti – ci ha motivato maggiormente, riuscendo a fare prima, più cose, meglio, e anche più performanti dal punto di vista dell’impatto ambientale, rispettando il piano occupazionale previsto nel contratto di sviluppo”.

“Il contratto di sviluppo – assicura – è un efficace strumento di programmazione economica, di dialogo e collaborazione fra pubblico e privato. Fin dall’inizio, dalla presentazione dell’istanza di ammissione alle agevolazioni, durante l’istruttoria, il monitoraggio e le fasi di erogazione dei contributi, siamo stati assistiti e siamo stati supportati interfacciandoci con personalità altamente professionali e con il massimo spirito collaborativo”.

“Invitalia, gestendo comunque contributi pubblici, deve sottostare – afferma – a quelle che sono le regole della burocrazia del sistema Italia; d’altra parte, il rigore e l’attenzione con cui vengono vagliate le domande di ammissione, i soggetti proponenti, i beneficiari, nonché il monitoraggio dell’investimento stesso, è una garanzia di corretta allocazione delle risorse pubbliche, a tutela – conclude – delle idee effettivamente meritevoli e soprattutto degli imprenditori virtuosi e più capaci”.

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