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Lombardia: Tabacci, ‘io candidato? Disponibile a dare una mano ma sono già stato governatore’

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Milano, 14 mag. (Adnkronos) – Bruno Tabacci si dice “disponibile” a dare una mano in Lombardia in vista delle prossime elezioni regionali ma prova a spegnere i rumors che da settimane lo danno come candidato in pectore per la guida della Regione con il centrosinistra: “Per quanto mi riguarda non ho nulla da chiedere. Quello di presidente di Regione è un mestiere che ho già fatto peraltro”, dice all’AdnKronos il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, già presidente di Regione Lombardia nel periodo 1987-1989. “Da uomo delle istituzioni – evidenzia – rispondendo a una domanda precisa ho semplicemente affermato la mia disponibilità a dare comunque una mano alla mia Regione qualora mi venisse chiesto, come credo debba fare chiunque abbia maturato un po’ di esperienza utile per la propria comunità”.

Un’esperienza, prosegue Tabacci, “accresciuta negli anni, avendo avuto l’onore di ricoprire anche l’incarico di assessore al Bilancio nella giunta Pisapia al Comune di Milano e di essere da diverse legislature deputato lombardo. Ma non chiedo nulla, mi trovo benissimo nel ruolo in cui sono, onorato di poter lavorare nel governo Draghi, un premier verso il quale nutro profonda stima e con cui sono unito da un’amicizia quarantennale”. E aggiunge: “Quello che faccio posso continuare a farlo anche perché presumo che, per le ragioni che ho esposto in precedenza e per molte altre, dell’attuale presidente del Consiglio ci sarà bisogno oltre il 2023. L’Italia vive un momento che può essere di straordinaria crescita o molto pericoloso per il suo futuro: mi auguro che cittadini e forze politiche si dimostrino maturi e consapevoli di fronte ai prossimi passaggi”.

Per Tabacci, “che la Lombardia sia una Regione di importanza strategica dal punto di vista della sostanza economica, sociale e politica, è fuori discussione – chiosa -. Che ci siano limiti nella gestione di questi anni da parte della Lega e di un presidente come Fontana, con il quale voglio innanzitutto congratularmi per il pieno proscioglimento sulla vicenda ‘camici’, uomo politico che comunque stimo e con il quale intrattengo una corretta ed efficace collaborazione istituzionale, mi pare altrettanto evidente. Lo si è visto nella gestione dell’emergenza Covid, ma ne abbiamo avuto ancora una riprova l’anno scorso, quando non si è riusciti a gestire nemmeno l’ordinaria vaccinazione antinfluenzale. Il governo nazionale si è visto costretto ad incaricare il generale Figliuolo per porre rimedio a tutte le incongruenze evidenziate dal Covid non solo in Lombardia ma in moltissime regioni italiane del Nord, del Centro e del Sud. Tra qualche mese si andrà a votare e di questi temi si dovrà discutere, non per polemizzare sterilmente ma per superare criticità evidenti che sono ancora lì in gran parte del Paese”.

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