Lombardia: Covid, trasporti e casa nel primo confronto indiretto tra i candidati/Adnkronos
Milano, 10 gen. (Adnkronos) – Sanità, trasporti e casa, ma anche considerazioni sulla gestione della pandemia e sulla campagna vaccinale, senza tralasciare le olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 e la vicenda dei consiglieri regionali fuoriusciti dalla Lega per aderire al Comitato Nord di Umberto Bossi e la possibilità di convergere sulla lista civica sostenuta dal Terzo Polo. Questi alcuni dei principali temi toccati nel corso del primo confronto indiretto tra i tre principali candidati alla presidenza della Regione Lombardia, Pierfrancesco Majorino, Letizia Moratti e Attilio Fontana, andato in scena oggi a Milano.
In una sala gremita di Palazzo delle Stelline, ciascuno ha avuto 40 minuti per rispondere a una serie di domande con due minuti di tempo a disposizione per rispondere illustrando il proprio punto di vista. Ad aprire la tornata, il candidato di centrosinistra e M5s Pierfrancesco Majorino, che è partito con i temi cari alla sua coalizione: emergenza abitativa, diritto alla salute e crisi climatica. Sul tema della casa “siamo di fronte a uno scandalo a cielo aperto -dice-. In Lombardia occorre ribaltare Aler e dobbiamo rifare la legge urbanistica che punti su rigenerazione, recupero, riqualificazione e stop al consumo di suolo”. Sui trasporti, “si deve chiacchierare meno e fare di più”. Sulla salute, “in questa Regione c’è un tema enorme che è stato rimosso, che è quello riguardante i diritti e la salute delle donne e la piena applicazione della legge 194. Il nuovo corso in Lombardia partirà dal rilancio dei consultori”.
Poi una nota di attualità, con i blitz di Ultima generazione: “Io non amo i gesti dirompenti, ma il vero problema è la classe dirigente che se ne è fregata della crisi climatica”. In Lombardia “servono politiche di transizione ecologica, anche perché se non le facciamo qui, dove in Italia?”. Quanto alle Olimpiadi: “Facciamo in modo che non siano una grande occasione persa. E che ci sia anche un bell’appuntamento di Paralimpiadi di cui essere orgogliosi”. E chiude con il reddito di cittadinanza che “non va abolito, ma modificato, anche perché cancellarlo vuol dire mandare la gente a fare la fila al Pane quotidiano e alla Caritas e purtroppo ce n’è già tanta”.
Terminato il suo spazio, Majorino ha lasciato il microfono a Letizia Moratti che ha aperto il suo intervento rispondendo in maniera lapidaria a chi le chiedeva il suo punto di vista sul reddito di cittadinanza: “Il reddito di cittadinanza non fa parte della mia proposta politica perché è il lavoro che è nel nostro Dna”. Quindi una riflessione rivolta a Fontana, non ancora arrivato a Palazzo delle Stelline: “Peccato che il presidente Fontana non sia qui con noi due candidati. Il confronto è il sale della democrazia. Ma non tanto per rispetto a noi due, quanto degli elettori: credo sia davvero necessario. Io e Majorino continuiamo a chiederlo e spero ci possa essere”.
Dopo aver messo poi in chiaro di non avere un ‘piano b’ in caso di sconfitta alle elezioni, “io corro per vincere e non ho piani B”, la candidata civica sostenuta dal Terzo Polo parte subito guardando all’attuale governo: “Non sta investendo nella sanità, diminuisce le risorse rispetto a prima e in questo senso ritengo che non aver preso il Mes sia un errore”. Quindi ripercorre la sua esperienza da assessore al Welfare in Regione Lombardia: “Quando sono arrivata ho trovato una situazione drammatica dal punto di vista della campagna vaccinale anti Covid; ho chiamato Guido Bertolaso con me, ho messo a posto l’organizzazione e siamo passati da essere l’ultima in Italia ad essere i primi”. Tuttavia, osserva, ‘mi sembra che la Regione ora ci creda meno nella campagna vaccinale e non è giusto abbassare la guardia”.
Infine chiarisce la sua posizione con i consiglieri passati al Comitato Nord di Umberto Bossi, che in caso di una mancata candidatura potrebbero convergere sulla sua lista: “Io sono aperta al dialogo con altri movimenti e forze e sono disponibile anche nei confronti del Comitato Nord. Con loro, del resto, condivido il tema delle autonomie”. E poi “io sono candidata per una lista civica e aperta, ho dimostrato di essere aperta nei confronti di tutti, tanto è vero che anche al Pd avevo proposto di misurarci su tematiche anche molto identitarie per loro, come ambiente, diritti, legalità e lavoro”. In ogni caso, conclude, il Comitato Nord “è espressione di un disagio che in questo momento è evidente all’interno della Lega”. Nei loro confronti “la mia posizione è sempre e comunque di confronto sui contenuti”.
A chiudere l’evento, il governatore uscente Attilio Fontana, sostenuto dalla coalizione di centrodestra, che parte proprio dalla vicenda dei transfughi della Lega: “Quando ci sono delle contraddizioni all’interno di un partito mi dispiace. Anche perché ho sempre lavorato bene con quei consiglieri”. Ad ogni modo, chiarisce, “credo che la cosa più importante l’abbia detta Bossi, che di fatto ha chiuso polemiche: lui e il Comitato Nord non saranno mai contro Fontana e la mia candidatura ma, anzi, al contrario ci sosterranno con tutte le sue forze”.
Poi una riflessione sulla gestione Covid: “Le prime mascherine serie dal governo centrale nella prima fase della pandemia sono arrivate alla metà del mese di aprile, prima siamo stati lasciati soli”. Rispondendo a chi gli chiedeva se ritenesse di aver commesso qualche errore nella gestione della prima fase pandemica, dice: “Probabilmente sì, anche se ci sono esperti, come Pregliasco e l’Oms, che hanno guardato al nostro modello come virtuoso”. Quindi il parere sulla casa: “Per l’edilizia residenziale pubblica bisogna eliminare l’illegalità e intervenire con la riqualificazione che è quello che stiamo facendo in via Bolla. In futuro faremo altre riqualificazioni importanti, bisogna evitare che diventino dei ghetti”.
Sui trasporti quindi non manca di rispondere a Majorino: “Dovrebbe iniziare a leggere le carte e si renderebbe conto che la Regione Lombardia è l’unica in Italia che destina più di 400 milioni di risorse proprie per integrare le risorse che arrivano da Roma. Senza questi soldi il trasporto pubblico locale non potrebbe funzionare”. E conclude replicando all’invito rivolto dagli altri due candidati ad un confronto, questa volta diretto: “Io sono disponibile a rappresentare in modo corretto i miei progetti, ma un confronto che si fonda sul chiacchiericcio e insulti reciproci non credo che mi vada bene”. In ogni caso, avverte, “ne parleremo”.
